Natalie Portman e il suo messaggio politico e sociale con il vestito agli Oscar

Autore: Alice Grisa ,

Agli Oscar 2020 si è parlato molto delle “quote rosa”, ovvero della scarsa presenza femminile tra i candidati ai premi, in particolare per tutti i ruoli tecnici, come la regia o la sceneggiatura. Ogni anno l’argomento è dibattutissimo durante gli Academy Awards: se ne parla molto, si sensibilizza molto sul tema, ma poi, l’anno dopo, puntualmente, la situazione rimane invariata.

Nel 2020, oltre al numero inaugurale della serata, di Janelle Monae, che ha reso omaggio alle donne talentuose che hanno realizzato film nel 2019 ma non sono state incluse nelle nomination ai premi, anche Natalie Portman ha dato il proprio contributo alla causa con un abito Dior.

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L’attrice si è presentata con un vestitino nero e oro dalla lavorazione lussuosa, corredato a un mantello nero che, al suo interno, riportava ricamati in filo dorato i nomi delle registe che non sono state incluse nella gara per gli Oscar 2020.

Interrogata da Amy Kaufman di Los Angeles Times, Natalie ha risposto di aver voluto rendere onore (probabilmente con la complicità di Maria Grazia Chiuri, direttore creativo di Dior) a tutte quelle donne che hanno lavorato ma non si sono viste riconosciute.

Volevo celebrare le donne a cui quest'anno non è stato riconosciuto il loro incredibile lavoro... a modo mio, un modo sottile.

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Il cappotto di Natalie riportava i nomi di Lorene Scafaria per Hustlers, Lulu Wang per The Farewell – Una bugia buona, Greta Gerwig per Piccole Donne, Mati Diop per Atlantique, Marielle Heller per Un amico straordinario, Melina Matsoukas per Queen & Slim, Alma Har'el per Honey Boy e Céline Sciamma per Ritratto della giovane in fiamme - Portrait of a Lady on Fire.

Per la regia sono state nominate solo 5 donne in 92 anni e una sola ha vinto l’Oscar (con un film di guerra): Kathryn Bigelow con The Hurt Locker.

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Nel 2020 i candidati alla regia erano tutti uomini e la statuetta è stata aggiudicata da Bong Joon Ho per la sua commedia nera (con risvolti splatter) Parasite.

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Mercoledì come Harry Potter: 5 somiglianze tra serie e film

Più Addams o più Potter? Sono tanti i passaggi della serie Mercoledì che ricordano da vicino la storia del maghetto di J.K. Rowling. Scopriamoli insieme.
Autore: Elisa Giudici ,
Mercoledì come Harry Potter: 5 somiglianze tra serie e film

Sulla carta d’identità c’è scritto Addams, ma c’è più di un punto d’incontro con la famiglia Potter, la più celebre del mondo magico. Avevate notato le tante somiglianze tra la serie Netflix e la saga di Harry Potter? In parecchi spettatori hanno commentato sui social come la storia di Mercoledì così come raccontata da Tim Burton ricorda in molti passaggi quella della permanenza di Harry Potter a Hogwarts. Come già anticipato nella recensione della prima stagione di Mercoledì, questa versione rivede sotto una nuova luce l’intera storia della famiglia Addams, a partire da quella della primogenita Mercoledì.

Semplice omaggio, lecita e inconscia fonte d’ispirazione da parte di una delle storie fantasy più amate di tutti i tempi o qualcosa in più? Ripercorriamo insieme i numerosi punti d’incontro tra la storia di Mercoledì e quella di Harry Potter, per farci un’idea a riguardo.

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