Netflix finirà in tribunale per via di Cuties

Autore: Rina Zamarra ,
Netflix
1' 52''
Copertina di Netflix finirà in tribunale per via di Cuties

Netflix non è riuscita a evitare il tribunale per Cuties (Donne ai primi passi in Italia). Il film ha sollevato un polverone che si è tradotto in una citazione da parte del grand giurì della cittadina di Tyler, capoluogo della contea di Smith in Texas. 

Tutto è cominciato a fine agosto con una polemica social suscitata dal poster del film. Gli utenti hanno accusato Netflix di aver scelto una immagine che sessualizzava eccessivamente le giovani protagoniste undicenni. La piattaforma si è scusata e ha cambiato locandina, ma il mea culpa non è bastato. 

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Sono seguite petizioni di genitori per togliere il titolo dalla piattaforma e persino degli interventi di senatori repubblicani, scagliatisi contro il film incentrato sulla storia di una ragazzina che si ribella alla famiglia ed entra a far parte di una dance crew di coetanee.  

La regista Maïmouna Doucouré ha provato a difendersi, sostenendo che il suo intento era sollevare il velo sulla eccessiva sessualizzazione delle ragazzine, scaturita da una emulazione dei comportamenti social degli adulti. 

Ora, Cuties è finito in tribunale con una citazione datata 23 settembre e notificata a Netflix il 1 ottobre 2020. 

La citazione, tra l'altro, definisce il film un prodotto privo di alcun valore artistico, letterario o scientifico: 

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…il materiale visivo mostra una esposizione oscena dell’area pubica di una bambina vestita o parzialmente vestita. La bambina in questione aveva meno di 18 anni al momento della creazione del film, che fa leva su un interesse pruriginoso per il sesso e non ha alcun serio interesse letterario e neppure un valore artistico, politico o scientifico. 

Non si tratta di una citazione da poco, visto che il reato imputato a Netflix prevede la prigione secondo l’ordinamento giuridico dello stato del Texas. La piattaforma ha risposto subito tramite un portavoce, bollando la citazione come priva di fondamento:

Cuties è un film sociale che va contro la sessualizzazione dei bambini piccoli. Questa accusa è senza fondamento e noi sosteniamo il film. 

A sostegno della regista, sono intervenute anche un gruppo di registe che hanno firmato una lettera aperta definendo il film come un ritratto bello e sensibile della sessualità emergente di un gruppo di giovani ragazzine. Tra le firmatarie della lettera ci sono registe come Julie Dash (Funny Valentines), Marry Harron (#American Psycho) e Kasi Lemmons (#Harriet). 

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La regista di Cuties parla della polemica attorno al film

Maimouna Doucouré continua a difendere Cuties - Donne ai primi passi. Intanto gli avvocati di alcuni stati americani scrivono a Netflix per la rimozione del film.
Autore: Rina Zamarra ,
La regista di Cuties parla della polemica attorno al film

La bufera social intorno al film Mignonnes - Cuties nella versione USa e #Donne ai primi passi in quella italiana - non accenna a calmarsi. Dopo la prima ondata di proteste causata dal poster scelto da Netflix per promuovere il film, sono partite delle richieste ufficiali per la rimozione della pellicola dal servizio streaming. 

Parte del pubblico, e in particolare quello americano, continua a insistere sulla eccessiva sessualizzazione delle protagoniste e sull’influenza negativa esercitata sul pubblico più giovane. La regista Maimouna Doucouré è intervenuta di nuovo sulla vicenda durante un evento organizzato da UniFrance il 14 settembre per la promozione del film. La donna ha sottolineato l’importanza di vedere Cuties prima di esprimere giudizi in merito.

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