Perché Frances McDormand ha ululato come un lupo agli Oscar 2021?

Autore: Silvia Artana ,
Copertina di Perché Frances McDormand ha ululato come un lupo agli Oscar 2021?

Gli Oscar 2021 hanno proposto agli spettatori una cerimonia decisamente diversa dal solito. La pandemia ha riscritto il copione della serata più glamour (e attesa) del mondo del cinema, ma le emozioni non sono mancate. E neppure i momenti "bizzarri".

Daniel Kaluuya che ha parlato dei suoi genitori che facevano sesso (provocando un epocale imbarazzo alla mamma e alla sorella sedute tra il selezionatissimo pubblico) e Glenn Close che ha ballato Da Butt si sono contesi fino all'ultimo il primato dell'episodio più strano e memorabile dell'edizione, ma Frances McDormand li ha battuti (per così dire) sul filo di lana. Alla fine del (serissimo) discorso di accettazione dell'Oscar per il Miglior film a Nomadland, l'attrice ha ululato come un lupo, lasciando a bocca aperta i presenti e gli spettatori a casa (trovate la scena nel video di seguito):

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In realtà, lo stupore e la perplessità non sono durati a lungo. Fin da subito, molti commentatori hanno ipotizzato un collegamento tra il comportamento di Frances McDormand e la recente, tragica scomparsa di uno dei membri della crew del film, Michael Wolf Snyder. E in una intervista post cerimonia, è arrivata la conferma di Chloé Zhao. Parlando con Variety (nel video qui sotto), la regista di Nomadland ha fatto chiarezza sull'episodio, spiegando che è stato un tributo da parte dell'attrice e di tutti al "loro lupo" ["wolf", in inglese, n.d.r.]:

L'ululato era per il nostro sound mixer designer, Wolf, che è stato citato anche nel segmento In memoriam. Purtroppo, lo abbiamo perso di recente. Il suo nome era Wolf ed è stato il sound mix designer sia di Nomadland che del mio precedente film, The Rider - Il sogno di un cowboy. Era parte della famiglia. Così, ecco spiegato l'ululato alla luna. Era per lui.

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Come ricorda Variety, Michael Wolf Snyder è morto all'inizio di marzo 2021. Il tecnico del suono si è tolto la vita e a fare la drammatica scoperta è stato il padre, che è andato a cercare il figlio nel suo appartamento nel Queens, a New York, dopo che il giovane non dava notizie di sé da alcuni giorni.

Michael Wolf Snyder aveva 35 anni e da tempo soffriva di una grave forma di depressione, ma il suo gesto è stata una doccia fredda per tutti. In un post su Facebook, lo psichiatra che lo seguiva ha spiegato che la pandemia e il lockdown erano stati sicuramente pesanti per il giovane, ma ha aggiunto che negli ultimi mesi "sembrava felice e pieno di nuovo vigore", perché era tornato a lavorare su diversi progetti. 

La morte di Michael Wolf Snyder ha toccato profondamente Chloé Zhao, Frances McDormand e il cast e la troupe di Nomadland e l'inaspettato, selvaggio ululato dell'attrice è stato un toccante, significativo e sentito omaggio alla memoria del giovane, che con il suo lavoro ha contribuito ai 3 eccezionali Oscar vinti dal film:

Dedichiamo Nomadland al nostro lupo.

Di sicuro, la scelta di Frances McDormand non è stata convenzionale. Ma è altrettanto vero che ha lasciato il segno.

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Autore: Elisa Giudici ,
Chloé Zhao e Francis McDormand trionfano con Nomadland, Hopkins la spunta su Boseman: tutti i vincitori degli Oscar 2021

Nomadland vince e consegna uno storico, doppio risultato alle donne dietro il progetto. Chloé Zhao vince due Oscar per miglior film e miglior regia, la protagonista della pellicola Francis McDormand vince come produttrice e attrice. È al terzo Oscar per la sua interpretazione ed è la prima attrice a riuscire a vincere anche in veste di produttrice, nello stesso anno. Comprensibile quindi che durante il discorso di ringraziamento omaggi la compagnia itinerante di nomadi con cui ha lavorato e il suo personaggio, Fern, ululando.

Nel campo degli attori arriva qualche sorpresa. Daniel Kaluuya è il primo del quartetto dei vincitori attoriali a prendere la statuetta, con una vittoria blindatissima. Poi esorta tutti a cambiare il mondo...da martedì, perché oggi si festeggia, dice divertito. Segue a ruota la vittoria della prima interprete coreana della storia, Yuh-Jung Youn per il ruolo della nonna in Minari. Lei invece si stupisce quando è Brad Pitt (produttore del film) a darle il premio e spiega di aver visto la cerimonia tante volte in TV, ma di non aver mai immaginato di presenziarvi dal vivo, figuriamoci di vincere.

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