Paola Cortellesi e Stefano Fresi tra cinema e... carbone: l'intervista al cast di La Befana vien di notte

Autore: Elisa Giudici ,

Chi l’ha detto che il cinema per ragazzi di genere fantastico è un filone commerciale appannaggio dei grandi studios statunitensi? Qualche giorno dopo Natale arriverà al cinema una coproduzione italo-spagnola che la pensa in maniera decisamente differente. Universal, Lucky Red, Rai Cinema e altre realtà produttive nostrane si sono riunite per un progetto di grande ambizione e non solo in territorio italico: anche Oltreoceano non capita spesso di vedere un’eroina come assoluta protagonista del suo film d'azione e commedia.

Lucky Red
Paola Cortellesi è la Befana
Un'eroina che rinnova la tradizione...natalizia: Paola Cortellesi è la Befana

Un’eroina sui generis, certo: da mezzanotte alle otto di mattina infatti un’affascinante maestra di scuola della Val di Sole si trasforma…nella Befana. Niente calzamaglia e super poteri; solo una scopa volante e tantissimi dolci e regalini da consegnare ai bambini. In condizioni ben più precarie del competitor maschile, Babbo Natale, trainato dalle renne, vestito con gusto e sponsorizzato dalla più nota bibita al mondo. O almeno di questo si lamenta Paola Cortellesi ne La Befana vien di notte, un film per ragazzi diretto da Michele Soavi e scritto da Nicola Guaglianone, artefice dei più sorprendenti lungometraggi italiani degli ultimi anni.

Dopo aver visto e recensito il film, abbiamo incontrato in un hotel milanese la carismatica protagonista Paola Cortellesi e Stefano Fresi, il super villain della pellicola Mr. Johnny. Ci siamo fatti raccontare i retroscena di un progetto natalizio tutto italiano, ma con ambizioni di franchise.

Elisa Giudici
Paola Cortellesi e Stefano Fresi al photocall milanese
Paola Cortellesi e Stefano Fresi raccontano la loro intesa sul set: ormai siamo un duo rodato.

Vedervi fianco a fianco su grande schermo sta diventando una piacevole abitudine.

Paola Cortellesi -  Siamo alla nostra terza collaborazione, ormai sappiamo di poterci fidare l’uno dell’altra.

Stefano Fresi - …e probabilmente ci vedrete di nuovo insieme molto presto.

Davvero? Ma è uno scoop!

SF - Proprio così! Quando mi hanno chiamato mi è bastato sentire che la protagonista era Paola: non ho voluto sapere altro, ho detto di sì. Mi piace lavorare con lei. Quando sei al fianco di persone così dotate impari sempre. Con Paola ormai ho grande familiarità, so che nel caso si improvvisi qualcosa lei seguirà a ruota e nel miglior modo possibile.

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Elisa Giudici
Paola Cortellesi al photocall milanese
Paola Cortellesi rivede nella Befana una donna moderna, impegnata sul lavoro e con una vita amorosa non semplice

Paola, tu invece che reazione hai avuto quando ti hanno proposto di fare la Befana? Non è un modello femminile solitamente positivo.

PC -  Beh, in genere nessuno ti dà della Befana per farti un complimento, questo è certo. Tuttavia la mia versione della Befana somiglia tanto alle donne di oggi no? Ha due lavori, è impegnatissima e fatica a conciliare l’amore. Fa la maestra e cerca di insegnare ai suoi studenti a fare squadra, invece di combattersi a vicenda. Le capita tuttavia di fare un errore, di mancare la consegna di un regalo, e questa sarà la genesi del cattivo del film.

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A proposito di Mr. Johnny, Stefano: tu hai studiato musica e sei insegnante della disciplina, d’accordo, ma la tua entrata in scena in cui canti come un villain dei musical è davvero d’effetto!

SF - Mi sono divertito tantissimo nel cantare quel brano. Mr. Johnny sembra quasi voler sedurre la Befana cantandole una canzone e ballando per lei, ma è davvero del tutto inadeguato. Alla fine è solo un uomo molto solo, che si attacca da solo i gradi sulla sua buffa divisa militare e addossa alla Befana la sua stessa debolezza. Lei invece sa far squadra con i suoi alunni, che verranno a salvarla. Lui non le fa mai paura, lei teme solo che possa fare del male ai bambini.

Parlando di costumi. Tu come Mr. Johnny oltre alla strana divisa sfoggi una barba imponente, mentre tu Paola hai un make up che ti invecchia e ti fa somigliare all’immagine tradizionale della Befana. Sono state impegnative queste “trasformazioni”?

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PC - Ogni volta che dovevo apparire come vecchina la sessione di trucco precedente alle riprese durava almeno 5 ore. Anche Stefano però ha avuto un bel da fare!

SF - La barba intrecciata che sfoggio nel film veniva attaccata ogni volta e solo per sistemarla ci volevano 2 ore. Dato che poi ci sono molte scene d’azione, tra una ripresa e l’altra veniva continuamente ritoccata, perché peletti ribelli spuntavano qua e là.

Elisa Giudici
Stefano Fresi al photocall milanese
Stefano Fresi non ha dubbi: porterebbe del carbone a Babbo Natale

Deve essere stato impegnativo! Con gli effetti speciali invece come è andata? Paola, ti vediamo volare sulla scopa in molte scene!

PC - Avevamo un macchinario apposito per simulare il volo. Facevamo queste riprese di fronte a un sfondo verde, per poi sistemarle in post produzione. È stato divertente.

Nel film tu Paola sei la Befana, mentre Stefano tenta in qualche modo di sostituirsi a te nella consegna di regali e carbone. Perciò vi chiedo: voi questo 6 gennaio a chi lo portereste il carbone?

SF - A Babbo Natale, quel vecchio panzone con tutte le fortune! (ride)

PC - A me stessa. Non sono mai indulgente verso me stessa, cerco sempre di ricordarmi ciò che non è andato per il meglio, per migliorarmi. Un pezzo piccolo però.

La Befana vien di notte sarà nei cinema italiani a partire dal 27 dicembre 2018.

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Autore: Francesca Musolino ,
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Ma affinché tutto questo sia possibile, dietro c'è un grande lavoro fatto da altri tipi di eroi: gli eroi invisibili.

Come spettatori, siamo da sempre abituati a ricevere il prodotto finito, giudicando solo ciò che vediamo sullo schermo.
Ma poche volte ci soffermiamo a domandarci quante persone, quante ore di lavoro, quanti sacrifici siano stati impiegati su ogni singolo pixel; perché un puzzle, per essere completo, ha bisogno di ogni suo pezzo al posto giusto.
Questa è una regola che vale in ogni ambiente e in ogni contesto. Ma purtroppo l'era del consumismo ci ha abituati a essere troppo superficiali; e con la scusante de "il cliente ha sempre ragione", valutiamo soltanto i contenuti finali, senza mai fare un percorso a ritroso per capire la storia che c'è dietro a quel contenuto. 
Ed è proprio sul binomio domanda-offerta che ruotano il mondo dell'economia e di tutti i settori annessi, incluso quello dell'intrattenimento. Perché è chiaro che se il consumatore non ottiene ciò che vuole, si rischia un flop; e di conseguenza, va sempre accontentato.

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