Parasite torna al cinema...in bianco e nero! Ecco nella versione alternativa supervisionata da Bong Joon-ho

Autore: Elisa Giudici ,
Copertina di Parasite torna al cinema...in bianco e nero! Ecco nella versione alternativa supervisionata da Bong Joon-ho

Il distributore italiano di Parasite Academy Two ha confermato che il film premio Oscar tornerà da domani 26 giugno 2020 nelle sale italiane post lock down nella sua nuova veste speciale. L'annuncio è arrivato su Twitter, dove è stato confermato che anche il pubblico italiano potrà vedere in sala Parasite Black & White Version. Operazione cosmetica per battere cassa al botteghino o versione alternativa che aggiunge una nuova dimensione all'esperienza di visione originale? Starà agli spettatori decidere in merito. È probabile che un film così amato e premiato riesca a richiamare nelle sale il pubblico, curioso di (ri)vedere la commedia nera sulla lotta di classe nella Corea contemporanea sotto una nuova luce. 

Il film, presentato a Rotterdam da Bong Joon-ho stesso, avrà la sua prima prima italiana virtuale al Far East Film Festival, l'evento dedicato al cinema orientale che quest'anno si svolgerà in versione digitale.

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A seguire, il film sarà disponibile nel circuito cinematografico italiano, che si sta muovendo a velocità differenti e con programmazioni non omogenee in questa prima difficile fase di riapertura. 

Parasite in bianco e nero: cosa cambia? 

Quella di Parasite Black & White Version non è una mera desaturazione della pellicola. Il film è stato interamente rielaborato, fotogramma per fotogramma, sotto la stretta supervisione del suo regista, fino a realizzare un elegante e moderno bianco e nero, che potete apprezzare nel trailer del film. Date le tecnologie utilizzate e la rielaborazione "al contrario" a partire dalla versione colori, la versione in bianco e nero di Parasite rientra appieno nel novero della branca "moderna" di quest'arte. Il film infatti non ricorda il bianco e nero delle pellicole della prima metà del Novecento: la definizione dell'immagine rimane altissima e il risultato cromatico finale acquisisce un aspetto duro e metallico tipico della lavorazione digitale. 

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Negli ultimi anni non sono mancati film girati in bianco e nero che hanno aderito a quest'estetica o che al contrario hanno tentato di ottenere di nuovo la grana palpabile e la morbidezza dei classici girati su pellicola. Esempi notabili in questo senso sono Roma di Alfonso Cuarón e Cold War di Paweł Pawlikowski. Entrambi i film però sono stati ideati e girati in bianco e nero, concentrando denaro ed energie sulla precisa calibrazione dei neri e dei bianchi.

Parasite invece è stato girato a colori e poi si è pensato di realizzarne una versione in bianco e nero, il che lo differenzia anche da un altro esempio notabile: Mad Max Fury Road: Black and Chrome Edition. Il capolavoro di George Miller infatti era stato inizialmente pensato per il bianco e nero e, a fronte dell'enorme successo ottenuto, è stato possibile per il regista realizzare una sorta di director's cut più vicina alla sua idea iniziale. 

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In merito a quest'operazione Bong Joon-ho ha dichiarato di aver voluto realizzare una versione in bianco e nero per "spogliare" il film dalla distrazione del colore e rendere più vibranti le performance attoriali del cast. 

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Parasite, se hai amato il film premio Oscar ora puoi anche leggerlo: lo storyboard del film è disponibile in italiano

La Nave di Teseo ha pubblicato l'edizione italiana dello storyboard creato, disegnato e commentato dal regista Bong Joon-ho; il punto di partenza nella creazione del film premio Oscar Parasite.
Autore: Elisa Giudici ,
Parasite, se hai amato il film premio Oscar ora puoi anche leggerlo: lo storyboard del film è disponibile in italiano

Come è nato Parasite, il film coreano capace di vincere la statuetta di miglior film agli Oscar 2020, segnando una vittoria storica per il cinema "straniero" e asiatico? La risposta è contenuta in un elegante volume dalla copertina argentata appena pubblicato dalla casa editrice La Nave di Teseo. S'intitola Parasite ed è molto di più di un semplice omaggio al film, con contenuti extra ed illustrazioni dedicate. Per spiegare esattamente cosa troverete in questo volume bisogna però approfondire un po' il modus operandi del regista coreano di Memorie di un assassino e Okja. 

Se infatti quasi tutti i film vengono girati a partire da un copione, ovvero dalla versione scritta dei dialoghi dei film divisi per scene, contenente anche la descrizione degli ambienti e talvolta qualche notazione di regia, non è così comune imbattersi in un regista metodico e pianificatore come Bong Joon-ho. Il suo modo di scrivere e pianificare un film ricorda molto quello del collega inglese Alfred Hitchcock, che soleva dire: "la parte più noiosa di un film è girarlo". Hitchcock infatti (omaggiato con un piccolo easter egg proprio in Parasite) era solito pianificare ogni singola scena con una tale livello di dettaglio - scegliendo già dove posizionare la cinepresa e come muoverla - da rendere il set una mera messa in pratica del piano iniziale.

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