Platinum End: scopriamo l'anime erede spirituale di Death Note

Autore: Silvio Mazzitelli ,
Copertina di Platinum End: scopriamo l'anime erede spirituale di Death Note

La stagione autunnale degli anime è appena iniziata e tra le tante serie interessanti in arrivo in questo periodo una in particolare ha incuriosito molto gli appassionati di animazione giapponese: Platinum End. Questa serie è infatti l’adattamento animato del nuovo manga di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata, i creatori dello storico Death Note, opera che, ancora oggi è amatissima dal fandom di tutto il mondo. Platinum End sembra avere diversi punti in comune con il suo ben più famoso predecessore, a cominciare dalla storia che ruota intorno a degli esseri sovrannaturali che donano a degli umani prescelti alcuni oggetti dall’enorme potere.

Non è solo questo però l’aspetto che più di tutti lega Platinum End a Death Note, infatti anche le tematiche sono molto simili, anche se l’approccio a esse non è sempre uguale a quanto già visto con l’opera prima del duo di mangaka. Andiamo dunque a scoprire quanto Platinum End è realmente simile al suo predecessore.

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La storia di Platinum End

Per iniziare due parole sulla storia e sulla nuova serie animata.

Il protagonista di Platinum End è Mirai Kakehashi, un ragazzo rimasto orfano che vive con due zii che lo maltrattano costantemente. Dopo aver conseguito il diploma di scuola media Mirai decide di suicidarsi in quanto la sua vita è vuota e senza scopo, e soprattutto piena di costanti dolori. Il giovane sale su un grattacielo e si lancia nel vuoto, rammaricandosi che l’unico suo rimpianto è quello di non essere mai riuscito ad essere felice. Proprio in quel momento viene salvato da Nasse, un angelo che dona al giovane alcuni poteri speciali.

Platinum End crunchyroll

Nasse è infatti un angelo di Dio, che comunica a Mirai di essere uno dei prescelti per il ruolo di nuovo Dio, in quanto quello vecchio è in procinto di ritirarsi. Mirai ottiene il potere delle ali, che gli permettono di andare dove vuole, e due tipi di frecce: quelle rosse che rendono le persone colpite succubi del candidato come se fossero follemente innamorate di lui, e quelle bianche in grado di uccidere chiunque venga colpito. Nasse spiega a Mirai che è soltanto uno dei 13 candidati per il ruolo di Dio, e dovrà vedersela con gli altri per vincere questa sorta di gara, senza la possibilità di ritirarsi. Mirai è riluttante, dato che non vuole affatto diventare il nuovo Dio, ma inizia a cambiare idea quando decide di voler usare i suoi poteri per rendere felici le persone.

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La serie animata è iniziata questo ottobre e si comporrà in totale di 24 episodi. La buona notizia è che essendo il manga concluso con 14 volumi, anche l’anime adatterà tutta la storia fino al finale, che probabilmente vedremo il prossimo marzo 2022. La serie è trasmessa in simulcast su Crunchyroll.

Platinum End è davvero il successore di Death Note?

Shueisha/Signal.MD
Platinum End personaggi

Dalla storia risulta abbastanza evidente quanto siano molte le tematiche in comune con Death Note. Il protagonista riceve dei poteri speciali in forma di oggetti da una creatura sovrannaturale, ossia un angelo. Anche Light otteneva il Death Note da Ryuk, uno Shinigami che poi lo ha accompagnato per tutta la storia, proprio come Nasse sembra fare con Mirai.

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Anche la storia però ruota intorno a dei concetti non molto diversi da quelli di Death Note. In Platinum End Ohba e Obata mettono in scena nuovamente una situazione in cui delle persone normali ottengono un potere immenso che può decidere del destino delle altre persone e perfino del mondo. In questo caso, grazie alla presenza di ben 13 candidati, si possono analizzare le diverse sfaccettature della natura umana quando si trova a gestire un potere così immenso. L’utilizzo di questi poteri sarà centrale in Platinum End, proprio come la creazione del mondo ideale che ognuno dei candidati porterà avanti in maniera spesso egoistica. Questo porterà inevitabilmente a dei conflitti, che, anche in questo caso ricorderanno molto le battaglie psicologiche di Death Note, dove ogni personaggio pianificherà bene ogni sua mossa per riuscire a cogliere alla sprovvista i suoi avversari.

Shueisha/Signal.MD
Nasse e Mirai

Proprio nel protagonista Mirai è presente una grande differenza rispetto a Death Note, se paragoniamo quest’ultimo a Light. Mirai infatti non ha realmente un interesse iniziale nel gioco per diventare il nuovo Dio a cui partecipa, e se potesse ne uscirebbe all’istante. Mirai mantiene una sua morale e non viene corrotto dal nuovo potere acquisito, anche se spesso questa sua morale così forte gli sarà più d’intralcio che d’aiuto. Al contrario Light, dopo un breve smarrimento nell’utilizzare il grande potere del Death Note, ha subito deciso di sfruttarlo per creare un mondo che rispecchiasse la sua visione di giustizia, arrivando a compiere atti senza scrupoli pur di andare avanti nella sua strada. Notare anche come Light si sia autodefinito sin quasi da subito come il dio del nuovo mondo, anche se non lo è mai veramente stato, mentre Mirai, che ne ha davvero l’occasione di diventarlo, non si sente affatto in grado di esserlo.

Platinum End dunque riprende lo stile e molte tematiche di Death Note, proponendo una storia che sarà sin da subito cara ai fan del vecchio manga, ma che tenta comunque di avere una personalità propria. Non ci resta che attendere la fine dell’anime per valutare quanto questa storia sia riuscita rispetto al suo storico predecessore.

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