Pokémon Spada e Scudo la recensione: il nuovo viaggio nelle terre di Galar

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Molti stenteranno a crederlo, ma Pokémon è il franchise più redditizio di sempre nel mondo. I mostri tascabili di Game Freak nella loro storia, iniziata nel 1996 in Giappone (e nel 1998 da noi), hanno superato nelle vendite ogni prodotto legato a un marchio, anche mostri sacri come Star Wars (al secondo posto) o Topolino. Il videogioco, esclusiva Nintendo, ne ha fatta di strada nei suoi vent’anni e passa di esistenza e il suo successo è dovuto a una fidelizzazione incredibile degli utenti sin dalla tenera età. Infatti oggi, nel 2019, abbiamo schiere di trentenni cresciuti a pane e Poké Ball pronti a giocare con Pokémon Spada e Scudo, il primo titolo della serie ammiraglia ad approdare su Nintendo Switch.

L’anno scorso il franchise dei mostri collezionabili era sbarcato con un giro di prova fatto da Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee, un titolo che per metà era una sorta di remake di Pokémon Giallo, e per l’altra metà aveva meccaniche prese da Pokémon Go, il gioco per smartphone. Lo scopo di Nintendo era proprio quello di avvicinare molti fan del titolo per cellulari a una versione console.

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Pokémon Spada e Scudo ambienti

Con Pokémon Spada e Scudo si torna invece a fare sul serio, infatti questa è l’ottava generazione ufficiale dopo quanto visto su 3DS con Sole e Luna. La saga nata dalle menti degli sviluppatori giapponesi di Game Freak arriva per la prima volta su una console casalinga di Nintendo con un titolo ammiraglio del franchise. 

Certo, quest’affermazione è ambivalente, dato che la Switch incarna sia la nuova generazione di portatili che di console casalinghe di Nintendo, ma ciò non cambia il fatto che per la prima volta si potrà giocare a un Pokémon della serie ufficiale sul proprio televisore. Dopo molte ore passate nella nuova regione di Galar, è il momento di scoprire come si comporta quest’ottava generazione sulla console ibrida di Nintendo.

  • La strada per diventare campioni
  • L’importante è sempre catturarli tutti
  • Galar, regione di Terre Selvagge e di Pokémon giganti
  • Il verdetto

La strada per diventare campioni

Come da tradizione, all’inizio dell’avventura dovremo decidere se essere un giovane ragazzo o ragazza, scegliendo un quantitativo piuttosto limitato di aspetti per il nostro personaggio principale (sarà poi possibile cambiare pettinatura e altri dettagli da un parrucchiere). Dopo aver scelto anche il nostro nome, saremo subito introdotti all’avventura.

Spada e Scudo si svolge nella regione di Galar, nuova ambientazione profondamente ispirata dalla Gran Bretagna. Lo noteremo facilmente durante l’esplorazione della prima grande città, caratterizzata dallo stile tipico delle aree urbane inglesi e da una tecnologia ispirata dalla prima rivoluzione industriale. L’architettura ovviamente non sarà l’unico spunto preso da questa tradizione, anzi, la cosa più interessante è la passione che il popolo di Galar ha per le lotte tra i Pocket Monsters.

L’Inghilterra è la patria dove è nato il calcio, e ancora oggi è una delle nazioni dove questo sport è più amato in assoluto. Gli sviluppatori hanno ripreso questa passione traslandola nelle battaglie fra allenatori di Pokémon. Le sfide più importanti si terranno infatti in grossi stadi gremiti di tifosi e gli allenatori più bravi sono trattati come dei grandi atleti, con tanto di sponsorizzazioni di importanti marche tramite il logo impresso sulle loro divise.

Questi scontri sono l’evento più amato dal popolo di Galar e ogni anno si tiene la Sfida delle Palestre, una competizione in cui gli allenatori più meritevoli avranno l’onore di ottenere le otto medaglie delle differenti palestre appartenenti alle diverse tipologie di Pokémon, per poi sfidarsi in uno scontro finale fino alla battaglia con il campione in carica, rappresentato all'inizio del gioco dal carismatico Dandel, accompagnato dal suo potente Charizard.

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Pokémon Spada e Scudo primi tre Pokémon

Il nostro personaggio ha la fortuna di conoscere il fratello di Dandel, Hop, nostro amico e rivale. Poco dopo l’inizio sarà proprio il grande campione a chiederci di scegliere il nostro primo Pokémon, che come al solito prevede la selezione tra i tre tipici “starter”: Grookey, Scorbunny e Sobble, rispettivamente erba, fuoco e acqua. Dopo aver scelto, inizierà il nostro viaggio per diventare l’allenatore numero uno della regione di Galar.

Questa volta Game Freak non si è sforzata troppo per imbastire una trama di accompagnamento che si intersecasse con l’obiettivo di diventare il numero uno. La storia c’è ed è sempre legata ai leggendari, Zacian e Zamazenta, i due lupi, rispettivamente di Spade e di Scudo, la cui leggenda rappresenterà il fulcro delle vicende al di fuori delle sfide alle palestre e agli altri allenatori. Un passo indietro per la componente narrativa, che torna a una semplicità tipica dei primissimi capitoli, abbandonando storie interessanti come quelle di Bianco e Nero o X e Y. Anche la durata complessiva ne risente, con la possibilità di finire il gioco in una ventina d’ore, se si punta dritto verso l’obiettivo. 

Nonostante questo, alcuni spunti narrativi sono comunque ben riusciti. I capipalestra e gli allenatori che incontreremo sono ben caratterizzati e la fase finale in stile torneo mi è piaciuta molto, anzi, avrei preferito una maggior enfasi su questa parte, molto avvincente e decisamente diversa rispetto alle solite sfide contro i quattro della Lega Pokémon viste e riviste in passato.

Dal lato antagonistico non vogliamo spoilerare nulla, ma c’è un interessante plot twist. Bisogna però dire che il Team Yell, i supporter fastidiosi dell’allenatrice Mary, non ha minimamente il carisma di tante altre squadre viste in passato.  

L’importante è sempre catturarli tutti

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Pokémon di Galar

Passando ai veri protagonisti del gioco, ossia i Pokémon, saprete ormai che molte creature delle vecchie generazioni sono state escluse, molto probabilmente per via del tempo impiegato a realizzare nuovi modelli e animazioni per oltre 800 esseri virtuali. È sicuramente un peccato, ma è comprensibile che il tempo non sia stato sufficiente per inserirli tutti, sperando che il Pokédex sia veramente completo in un prossimo futuro, magari tramite aggiornamenti. Ad ogni modo, chi non è un maniaco del motto “acchiappali tutti” si accontenterà delle 400 creature presenti in Spada e Scudo, di cui 80 completamente inedite. 

Personalmente ho trovato questa nuova generazione parecchio sottotono per quanto riguarda il design, con poche creature davvero ben realizzate. Per la prima volta, guardando anche le evoluzioni finali, ho fatto fatica a scegliere tra i tre starter basandomi soltanto sull’aspetto. Al di là dei gusti personali, in questo Spada e Scudo sembra mancare l’ispirazione rispetto al passato, cosa forse dovuta a una certa fretta nello sviluppo o a una mancanza di creatività in generale.

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Pokémon combattimento Spada e Scudo

Anche i percorsi sono molto più lineari e anche meno quantitativamente parlando e soprattutto si sente la mancanza dei dungeon, qui pochissimi e nemmeno troppo complessi come level design. Ci sono poi delle scelte che snelliscono il sistema di gioco, come il condividi esperienza, integrato sin dall’inizio in modo da far salire contemporaneamente tutti i nostri Pokémon in squadra, la possibilità di portarci dietro un Box portatile per cambiare squadra in ogni momento senza dover tornare per forza al PC del Centro Pokémon, il sistema di trasporti tra le diverse zone, da subito funzionante, e soprattutto tante agevolazioni per chi vuole creare una squadra competitiva con cui sfidare altri giocatori online. 

Indubbiamente la novità che ci è piaciuta di più è stata ereditata dai due Let’s Go usciti l’anno scorso, ossia la possibilità di vedere negli ambienti di gioco i Pokémon che scorrazzano, così da poter evitare di affrontare tanti scontri casuali inutili e poterci concentrare invece sulla creatura che vogliamo catturare. Tante aggiunte che ottimizzano i tempi di gioco effettivo rispetto ai tempi morti. 

Ci sono poi delle novità importanti anche a livello di gameplay, con l’introduzione delle Terre Selvagge e delle forme Dynamax.

Galar, regione di Terre Selvagge e di Pokémon giganti

La novità più significativa di Spada e Scudo sono le Terre Selvagge: aree molto grandi realizzate in stile open world, dove ci sarà possibile vagare per catturare differenti specie di Pokémon tra cui alcune esclusive o molto rare. La presenza di nuove creature dipenderà anche dalle condizioni climatiche (sempre verificabili aprendo la mappa), e andando avanti nel gioco ne spunteranno sempre di nuove.

Una cosa che ci ha stupito in positivo è la possibilità, soprattutto nelle prime fasi di gioco, di incontrare Pokémon di livello anche molto superiore al nostro, il che mi ha spesso costretto a optare per un’indecorosa quanto necessaria fuga. Non era mai successo nelle ultime generazioni, tutte con livelli parecchio bassi di difficoltà, di avere delle sfide impegnative sin dall’inizio. Ovviamente la situazione cambia man mano che potenzieremo il nostro team, ma in generale la difficoltà è leggermente superiore rispetto alle ultime generazioni.

Nelle Terre Selvagge sarà poi possibile fare dei Raid con altri tre allenatori, controllati da giocatori in carne e ossa o dall’IA. Nell’ultimo caso aspettatevi molta più fatica dato che l’intelligenza artificiale non brilla né come scelte nel tipo di Pokémon da utilizzare né per le strategie usate in battaglia. I Raid ricordano molto quanto visto in Pokémon Go, tranne per il fatto che affronteremo diversi Pokémon nella loro versione Dynamax, ossia quando diventano dei giganti simili a Godzilla.

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Pokémon Spada e Scudo online raid

Vincere un Raid ci permetterà di catturare il Pokémon sconfitto e ottenere caramelle e altri oggetti rari per potenziare le nostre creature. Il rischio di sconfitta è molto alto e le condizioni perché si verifichi sono due: o il raggiungimento del decimo turno senza nessun vincitore, o quattro sconfitte subite dai Pokémon in campo.

Ovviamente anche noi potremo utilizzare la nuova funzione della trasformazione Dynamax, anche se non potremo abusarne. Questa potrà essere utilizzata soltanto negli stadi e nelle zone dove c’è una particolare energia, come le tane in cui affronteremo i Raid. La trasformazione non è in realtà invincibile e si limita a potenziare le statistiche e a cambiare o potenziare le mosse utilizzabili per tre turni. Esiste anche la trasformazione Gigamax, un mix tra la Dynamax e le Megaevoluzioni di X e Y che crea delle forme inedite soltanto per alcuni Pokémon, come ad esempio Charizard o Pikachu. Le forme Gigamax avranno anche degli attacchi esclusivi. 

Queste nuove forme, in realtà, proprio per i limiti di utilizzo, non cambiano più di tanto gli equilibri di potere e sono meno incisive delle Megaevoluzioni o delle mosse Z. Anche a livello di design non brillano particolarmente, nonostante sia divertente vedere due Pokémon giganti darsele di santa ragione come in un film di Kaiju.

Apriamo una parentesi sulla componente online: anche in questo caso, nonostante l’abbandono del comodo Pokémon Global Link, potremo usufruire di servizi online simili che ci permetteranno di scambiare Pokémon, sfidare altri allenatori e partecipare ai Raid. Bisogna dire che il sistema non è ancora perfetto e se utilizzato, soprattutto nelle Terre Selvagge, spesso dà dei problemi di rallentamento o di pop up improvviso negli ambienti di gioco.

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Pokémon forme Gigamax

Altra novità inserita è quella del Pokècampeggio, un’area che ci permetterà di giocare e parlare con i nostri Pokémon così da migliorare la nostra affinità con loro. Qui potremo soprattutto preparare il piatto più famoso di Galar: il riso al curry. Esisteranno decine di tipi diversi di questa pietanza, da scoprire provando i vari ingredienti trovati nel corso dell'avventura. Ogni tipo di curry darà esperienza e bonus alle nostre creature.

Resta poi solo l’Endgame, in questo caso ridotto all’osso. Dopo aver visto scorrere i titoli di coda non ci rimarrà che completare una sorta di epilogo per ottenere il Leggendario designato dalla nostra copia del gioco, esplorare le Terre Selvagge per catturare i nuovi Pokémon aggiunti dopo il finale e partecipare alle sfide della Torre Lotta. Non ci sarà molto altro a intrattenervi nelle terre di Galar, a meno che non vogliate completare il Pokédex o assemblare un team competitivo da torneo.

Tecnicamente il titolo rappresenta sicuramente un passo avanti rispetto a quanto visto su 3DS, ma a livello grafico la Switch ha dimostrato di saper fare molto di più; basti pensare a Zelda: Breath of the Wild o al recente Luigi’s Mansion 3. Più di una volta abbiamo assistito alla comparsa improvvisa di Pokémon e personaggi nelle mappe e la qualità generale di alcune texture è molto sotto la media di questa generazione. Il Frame Rate è fisso a 30 FPS sia in modalità TV che portatile, ma abbiamo notato qualche calo soprattutto nelle Terre Selvagge. Dal primo Pokémon per Switch c’era indubbiamente da aspettarsi di più, da questo punto di vista.

Il verdetto

Pokémon Spada e Scudo arriva finalmente su Switch, senza però portare nessuna grande innovazione, ma limitandosi a ripetere il canovaccio riproposto ormai da vent’anni per quanto riguarda la linearità dell’avventura e del gameplay. Il gioco ha degli spunti buoni, come una seconda metà dell’avventura piuttosto riuscita, le Terre Selvagge, che salvo diversi problemi tecnici, risultano un’aggiunta interessante e le trasformazioni Dynamax e Gigamax. Nonostante questo, l’impressione generale è che gli sviluppatori abbiano dovuto lavorare di fretta su diversi aspetti del titolo.

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Pokémon Spada e Scudo Nintendo Switch

I fan del franchise sicuramente ameranno anche Spada e Scudo, vista comunque una qualità generale piuttosto buona, soprattutto per chi ama giocare competitivo, ma è indubbio che la formula classica presente sin da Rosso e Blu è ormai troppo vecchia per continuare a essere riproposta e si spera che Game Freak applichi una rivoluzione più marcata nella prossima generazione.

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