Colpevole fino a prova contraria: uno speciale ci introduce a Proven Innocent

Autore: Chiara Poli ,

Questo video con uno speciale su #Proven Innocent e la storia della sua protagonista, Madeline Scott, è stato realizzato con uno scopo preciso: far riflettere. Girato come un documentario, con la ricostruzione del fatto di cronaca che coinvolse Madeline (Rachelle Lefevre, Twilight) e il fratello Levi (Riley Smith, Arac Attack), il video è un'intervista in cui i protagonisti del caso raccontano la loro esperienza.

Dal ritrovamento del corpo di Rosemary, la migliore amica di Madeline, fino all'incarcerazione, protratta per 10 anni fino al proscioglimento. Madeline Scott e suo fratello sono stati vittime del sistema, un sistema che non è certo infallibile. Ricordando non solo le ingiustizie subite, ma anche il circo mediatico che ha infangato il suo nome per anni, Madeline è pronta a riscattare se stessa ma soprattutto le altre vittime del sistema.

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Diventata avvocato, difende chiunque sia finito erroneamente nel mirino della giustizia americana.

20th Century Fox Television
Proven Innocent
Proven Innocent, dal 19 febbraio su FoxCrime

Errori giudiziari

C'è molto su cui riflettere, in questo speciale. La storia - statunitense e mondiale, nonché italiana - è infarcita di esempi che richiamano la storia (fittizia) di Madeline.

A noi italiani basta fare il nome di Enzo Tortora, per ripiombare nell'incubo di un sistema che ha commesso errori madornali, e distrutto la vita di persone innocenti.

Ma c'è anche il rovescio della medaglia: per ogni persona ingiustamente accusata, c'è un colpevole lasciato in libertà. Pronto a colpire ancora. Indisturbato.

Addentrandosi nelle maglie di un sistema giudiziario che non permette di processare due volte una persona per lo stesso crimine, e che si muove in un Paese in cui molti Stati prevedono ancora la pena di morte, Proven Innocent cerca di far luce sui punti deboli della legge per raccontare storie spesso ispirate a reali fatti di cronaca.

Senza contare il coinvolgimento personale dei protagonisti: il grande Kelsey Grammer, ex protagonista di Frasier e qui nei panni del procuratore distrettuale, nel 1975 perse la sorella Karen, stuprata e uccisa da tre uomini che negarono sempre di aver commesso il fatto.

Il punto di vista del creatore della serie, David Elliot (Four Brothers), e del produttore Danny Strong (Empire) - ispirato dal caso di Amanda Knox per l'idea di Proven Innocent - è molto diverso dal nostro.

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Non solo il nostro sistema giudiziario è strutturato in modo diverso, ma anche le ragioni che hanno spinto a scarcerare la Knox vengono considerate, in Italia, differenti da quelle recepite negli USA.

A dimostrazione di come, su tutto, vi sia sempre un doppio punto di vista e di quanto sia facile cadere in errore in assenza di prove certe.

Lo Stato di diritto

I diritti dei sospettati e degli accusati vanno rispettati, in uno Stato di diritto. Sempre.

Anche quando si tratta di diritti che, per cavilli tecnici o per errori nella raccolta delle prove, finiscono per mettere in libertà chi non dovrebbe starci. Perché anche qui - ed ecco il vero colpo di genio di Proven Innocent - anche per ogni colpevole scarcerato c'è un innocente che può finire in galera al suo posto...

Insomma: gli errori sono tanti, e possono nascere per mille ragioni. La serie che racconta la battaglia di Madeline Scott contro quel sistema che le ha negato i fondamentali diritti per dieci anni è costruita in modo che tutti gli aspetti dei possibili errori vengano sempre messi in evidenza.

Il tema è complesso, destinato a far discutere ma anche fondamentale per una maggiore comprensione di come la legge e la giustizia, oggi, dispongano di strumenti che solo vent'anni fa sembravano pura fantascienza.

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Oggi siamo tutti tracciabili, ripresi, controllabili. Ma siamo anche manipolabili, noi come le informazioni che ci riguardano: ci vuole estrema attenzione - questo ci dice Prove Innocent - nella gestione e nella verifica (e doppia verifica, e tripla verifica...) di ogni singola informazione.

Perché, come dice Madeline:

Potrebbe succedere a chiunque. 

Non perdete Proven Innocent, in prima assoluta su FoxCrime dal 19 febbraio!

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Anche Robert Downey Jr. replica alle accuse di Tarantino

Leggi per sapere che cosa ha replicato Robert Downey Jr. in merito alle dichiarazioni che Quentin Tarantino ha fatto sui titoli prodotti da Marvel Studios.
Autore: Francesca Musolino ,
Anche Robert Downey Jr. replica alle accuse di Tarantino

Alcune dichiarazioni di Quentin Tarantino sui titoli prodotti da Marvel Studios hanno finito per alzare un polverone. Per questo motivo diversi attori che fanno parte del Marvel Cinematic Universe (MCU) si sono sentiti chiamati in causa e hanno voluto dire la loro in merito. 

Il primo che ha replicato a Tarantino è stato Simu Liu in qualità di protagonista del film Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli. Mentre in seguito anche Samuel L. Jackson che nell'MCU interpreta Nick Fury ha risposto alle parole pronunciate dal regista. Questa volta è il turno di Robert Downey Jr. attore che è conosciuto per il ruolo di Iron Man sempre all'interno dell'Universo Marvel.

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