Aspettando Resident Evil Village: i migliori giochi della serie survival horror

Autore: Andrea Guerriero ,
Speciali
6' 9''
Copertina di Aspettando Resident Evil Village: i migliori giochi della serie survival horror

L'orrore di Resident Evil è pronto a risvegliarsi il prossimo 7 maggio. 

È questo il giorno scelto da Capcom per il debutto ufficiale di Resident Evil Village, ottavo capitolo della saga survival horror per eccellenza, nata nel lontano 1996 grazie al genio e al talento di Shinji Mikami. Saga che proprio quest'anno spegne le sue prime 25 candeline, e che nel tempo ha saputo spaventare, emozionare e appassionare milioni di fan in tutto il mondo. Generando pure una fortunata antologia cinematografica e due interessati progetti seriali di prossima uscita nati in collaborazione con Netflix.

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In attesa di poter vestire ancora una volta i panni dell'improvvisato eroe Ethan Winters, è bene allora ripercorrere insieme parte dell'indimenticabile storia di Biohazard - questo il nome della saga in Giappone, sua terra natale -, scoprendo quali sono i titoli che andrebbero assolutamente giocati da chi vorrebbe avvicinarsi per la prima volta al "putrido" universo zombesco plasmato dal colosso di Osaka. 

Prima di procedere, però, una doverosa premessa: quella a seguire non è una classifica in senso stretto, ma una sorta di compendio che riflette tanto valori oggettivi quanto i gusti, personalissimi, di chi vi scrive. 

Resident Evil 2 (1998)

Per molti, Resident Evil 2 è stato a conti fatti il primo capitolo della serie giocato. Quello che nel 1998 è esploso assieme al successo della prima PlayStation, e che ci ha permesso di fare la conoscenza di quelli che, ancora oggi, sono due dei personaggi più amati dalla community geek

Ci riferiamo naturalmente a Leon S. Kennedy, qui al suo primo incarico, e a Claire Redfield, sorella del "veterano" della S.T.A.R.S. Chris recatasi a Raccoon City proprio per rintracciare il suo illustre parente. Diretto da Hideki Kamiya, che ha sostituito in corso d'opera Shinji Mikami, il secondo episodio ha migliorato quanto di buono avevamo già visto - e vissuto pad alla mano - nel capitolo d'origine, imponendosi a ragione come uno dei videogame più amati della storia, non solo nel suo genere di appartenenza. Poter giocare l'avventura orrorifica da due differenti punti di vista e con quattro scenari diversi ha poi arricchito l'intera esperienza, riproposta da Capcom nel 2019 in un riuscitissimo remake per PC, PS4 e Xbox One, con grafica e gameplay tirati a lucido - mantenendo però un feeling inconfondibile. 

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Resident Evil (1996)

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Il gioco da cui tutto è iniziato, "colpevole" non solo di aver dato vita ad un brand entrato nell'Olimpo in pixel e poligoni, ma anche di aver rinnovato l'interesse di giocatori e software house nei confronti del genere survival horror.  

L'impatto del primo Resident Evil sull'intera industria è tutt'ora sotto gli occhi di tutti: l'idea, nel 1996, era sicuramente innovativa, così come iconici restano i protagonisti Chris Redfield e Jill Valentine, assieme ai corridoi infestati di Villa Spencer, tutt'ora una delle location meglio riuscite dell'intera saga. A completare il pacchetto, un sistema di telecamere fisse che per anni è rimasto il marchio di fabbrica di Biohazard, capace di coinvolgere i fan in atmosfere ad alta tensione in accoppiata ad un roster di nemici entrati di prepotenza nell'immaginario comune.

Anche in questo caso, gli artisti nipponici hanno deciso di omaggiare il "RE" con un remake, uscito prima in esclusiva su Nintendo GameCube per poi approdare rimasterizzato anche sulle piattaforme più attuali. Il titolo - conosciuto affettuosamente come Resident Evil Rebirth - venne realizzato da Mikami perché riteneva l'originale non fosse invecchiato abbastanza bene e che le capacità tecniche del "cubetto" potevano avvicinarlo alla sua visione iniziale. Il rifacimento include nuove meccaniche di gioco, funzionamento degli enigmi rivisto, aree esplorabili aggiuntive, una sceneggiatura rielaborata e nuovi dettagli della trama, tra cui un intero sub-plot tagliato dal gioco originale.

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Resident Evil Code: Veronica (2000)

Uscito su SEGA Dreamcast all'alba del nuovo millenio, Code: Veronica è l'episodio più lungo della serie. Nella prima sequenza si impersona Claire Redfield, sopravvissuta agli orrori di Raccoon City, qui prigioniera in una base di Rockfort Island; nella fase successiva, l'avventura prosegue impersonando il fratello, Chris Redfield, che si ritroverà faccia a faccia nientemeno che con il nemico giurato Albert Wesker.

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E se è vero che narrazione e volti coinvolti hanno subito convinto i gamer di trovarsi di fronte ad una autentica gemma del videoludo, allo stesso modo Resident Evil Code: Veronica si fa ricordare per essere il primo episodio della serie principale ad utilizzare fondali 3D al posto di quelli tradizionali pre-renderizzati. Come per i videogiochi precedenti presenti nella nostra selezione tutta non morti e jumpscare, Capcom ha deciso di rinnovare il titolo. Non si tratta comunque di un remake, ma di una versione aggiornata chiamata Resident Evil Code: Veronica X, uscita per PlayStation 2 nel 2001 e nel 2003 per Nintendo GameCube.

Una versione rimasterizzata ha poi debuttato nel 2011 per PlayStation 3 e Xbox 360. Invece per PlayStation 4, la compagnia dagli occhi a mandorla ha portato una versione emulata del titolo. Il gioco è quasi identico a quello originale in termini di gameplay, l'unica differenza sostanziale è la necessità di trovare un siero per Claire, se è avvelenata nella battaglia contro Nosferatu. Contiene inoltre nove minuti di filmati inediti inseriti nel gioco principale, tutti riguardanti Wesker, così come lievi modifiche grafiche.

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Resident Evil 4 (2005)

Se Resident Evil è stato l'origine del tutto, il quarto capitolo può essere definito quello della rinascita per il franchise. Nel 2004, Shinji Mikami e il suo team decisero infatti di rivoluzionare la struttura canonica di Biohazard confezionando il divisivo - ma vincente! - Resident Evil 4, che segnava il ritorno di Leon Kennedy, questa volta chiamato a combattere mostruosità assortite in Europa - e più precisamente in Spagna. 

Le meccaniche di gioco sono state completamente riviste rispetto ai precedenti capitoli, per favorire scene con sparatorie intense e una regia di telecamere in terza persona, con la visuale posizionata alle spalle del personaggio e un'impronta decisamente più action. A cambiare furono pure i nemici: messi da parte gli zombie, il team di sviluppo ci ha fatto conoscere gli assai più letali Ganados, capaci di correre e schivare attacchi fisici e proiettili. Non solo, un altro nuovo aspetto di Resident Evil 4 fu l'inclusione dei controlli context-sensitive. Come molti di voi ricorderanno, nei panni dell'ex agente dell'R.P.D., in base alla situazione, era possibile interagire con specifici aspetti dell'ambiente, come scendere una scala, saltare fuori da una finestra, o schivare un attacco avversario.

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Resident Evil 7 (2017)

Dopo i mezzi passi falsi compiuti con Resident Evil 5 e 6, Capcom ha scelto di osare e di scardinare tutte le nostre convinzioni regalandoci un settimo capitolo inatteso e assolutamente coraggioso. Capitolo che fa della visuale in prima persona il fulcro della sua esperienza, e che in qualche modo torna alle origini dell'orrore di casa Capcom.

Resident Evil 7: Biohazard, non a caso, deve molto a film cult come #Non aprite quella porta e #Le colline hanno gli occhi, trascinandoci - anche in VR su PlayStation 4 - nel cuore della Lousiana nei panni di un personaggio tutto nuovo: Ethan Winters, alla ricerca della moglie Mia, e pronto a proseguire il suo incubo anche nell'imminente Village. Il titolo ha certamente diviso le opinioni del pubblico, ma ha similmente risollevato le sorti di una saga che sembrava destinata a svanire lentamente. Nonostante l'amore smodato dei suoi fedelissimi. Inoltre, è il primo titolo del brand a sfruttare il RE Engine, un motore chiave per la produzione - anche futura - di Capcom, e quello più venduto di sempre.

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