La dura risposta di Samuel L. Jackson, James Gunn, Joss Whedon a Martin Scorsese

Autore: Pasquale Oliva ,
Copertina di La dura risposta di Samuel L. Jackson, James Gunn, Joss Whedon a Martin Scorsese

La reazione nei confronti di un determinato film o di un intero universo cinematografico varia da spettatore a spettatore ed è innegabile che opinioni e giudizi abbiano più rilevanza se espressi da mostri sacri del mondo del cinema.

A tenere banco negli ultimi giorni è il commento del regista (ma anche sceneggiatore, produttore e attore) Martin Scorsese sul Marvel Cinematic Universe. Il premio Oscar nel 2007 per The Departed ha infatti senza mezzi termini stroncato il franchise che dal 2008 con ogni suo capitolo sbanca al botteghino e conquista milioni di fan.

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Il MCU? Per Scorsese non è cinema

Una doccia gelata, una bocciatura senza riserve. È questo il sapore del durissimo commento di Martin Scorsese sul MCU, quest'ultimo paragonato ad un parco a tema. Il regista di The Irishman sembra avere le idee chiare sull'argomento: pur avendoci provato, non guarda i film del franchise considerandoli distanti dal concetto di 'cinema'.

Non li guardo. Ci ho provato, sai? Ma quello non è cinema. Onestamente, la cosa più vicina a cui riesco a pensare - considerato il modo in cui sono fatti, con gli attori che fanno del loro meglio in quelle circostanze - sono i parchi a tema. Non è il cinema degli esseri umani che cercano di trasmettere esperienze emotive e psicologiche ad un altro essere umano.

Che Scorsese sia abituato ad altre tipologie di prodotti cinematografici (con finalità diverse, soprattutto) non è certamente una novità, ma la stroncatura netta di una realtà che non può essere ignorata come quella del MCU ha lasciato di sasso molti esponenti del settore nonché suoi colleghi.

La risposta degli addetti ai lavori

La dichiarazione di Scorsese, intervistato da Empire Magazine (via Variety) durante la promozione di The Irishman (disponibile dal 27 novembre su Netflix), non è passata inosservata, anzi. A distanza di poche ore sono infatti arrivate le risposte di coloro che contribuiscono (o hanno contribuito) al successo del Marvel Cinematic Universe.

L'arena? Ovviamente Twitter.

James Gunn e Karen Gillan

La prima replica alle parole di Scorsese porta la firma di James Gunn, regista di Guardiani della Galassia Vol.1 (2014) e Vol. 2 (2017) e attualmente impegnato sul set di The Suicide Squad (2021).

Martin Scorsese è uno dei miei cinque registi viventi preferiti. Ero indignato quando la gente criticava L'ultima tentazione di Cristo senza nemmeno aver visto il film. Mi rattrista che ora [Scorsese] stia giudicando i miei film allo stesso modo.

Detto ciò, amerò sempre Scorsese e gli sarò grato per il suo contributo al cinema. Non vedo l'ora di vedere The Irishman.

In difesa del Marvel Cinematic Universe - e di James Gunn - si è lanciata anche Karen Gillan, l'attrice scozzese che presta il volto a Nebula (la figlia di Thanos, ndr). Intervistata da THR, Gillan ha dichiarato:

I film Marvel sono cinema, nel modo più assoluto. Credo che il cinema sia la capacità di raccontare storie con effetti visivi.

Ne 'I Guardiani della Galassia' c'è così tanto cuore e anima, ed è l'anima di James [Gunn]. C'è la sua personalità, il suo senso dell'umorismo... è una grande rappresentazione della sua persona, qualcosa di davvero cinematografico. È un artista.

Joss Whedon

Colto di sorpresa dalle parole di Martin Scorsese è stato anche Joss Whedon. Il regista di The Avengers (2012) e Avengers: Age of Ultron (2015), sulla scia di Karen Gillan, ha confutato le aspre parole di Scorsese ponendo James Gunn come esempio del potere comunicativo dei film Marvel:

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"Non è il cinema di esseri umani che cercano di trasmettere esperienze emotive e psicologiche ad un altro essere umano."

Mi viene subito in mente James Gunn, che ha messo tutto se stesso in Guardiani della Galassia. Ammiro Marty [Martin Scorsese] e capisco il suo punto di vista, ma... questo è uno dei motivi per cui 'sono sempre arrabbiato!'.

Jonathan Hickman

Contro lo Scorsese-pensiero anche lo scrittore e fumettista statunitense Jonathan Hickman che dal 2009 collabora con Marvel Comics con serie legate a gruppi di supereroi come Fantastici Quattro, Avengers e (dal 2019) X-Men.

Hickman ha ironicamente riscritto la dichiarazione di Scorsese sul Marvel Cinematic Universe parlando di... alette di pollo piccanti (di cui il fumettista è un vero appassionato).

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Non le mangio. Ci ho provato, sai. Ma non è un vero pranzo. Onestamente la cosa più vicina che riesco a pensare per loro - per come sono fatte, con il pollo che fa del suo meglio in queste circostanze - sono le alette piccanti. Non è una cucina raffinata, vi brucia solo la fo****a bocca perché voi amate vedere le bocche del mondo bruciare, ma io non ne avrò. Non ne avrò una c***o di parte!.

Samuel L. Jackson

Non poteva infine mancare l'obiezione di Samuel L. Jackson, l'amato Nick Fury del Marvel Cinematic Universe (e nuova voce di Alexa). Intervistato da Variety, l'attore statunitense ha scelto la strada della pungente diplomazia affermando che tutti hanno una propria idea e che così come a Scorsese non piacciono le produzioni cinematografiche Marvel non a tutti potrebbero piacere i suoi film.

È come se avesse detto che Bugs Bunny non è divertente. I film sono film. E poi non è che a tutti piacciano i suoi film. Ad esempio, molti italoamericani credono che lui non debba fare film su di loro in questo modo. Ognuno ha una propria opinione, quindi va bene così. Questo non impedirà a nessuno di fare film.

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Queste sono le repliche dei diretti interessati al pesante attacco sferrato da Martin Scorsese all'universo cinematografico Marvel (e probabilmente al concetto di cinecomic in generale), ma scommettiamo che Twitter saprà offrircene di nuove nelle prossime ore.

Cosa ne pensate delle parole del regista premio Oscar? Davvero tutto si può ridurre all'idea di un (fruttuoso) parco a tema?

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