Will Smith si dimette, ma la statuetta rimane? Come funziona la revoca di un Oscar

Autore: Elisa Giudici ,
News
4' 22''
Copertina di Will Smith si dimette, ma la statuetta rimane? Come funziona la revoca di un Oscar

Will Smith gioca d'anticipo, dimettendosi dal ruolo di membro dell'Academy prima che arrivino decisioni definitive sull'incidente che ha oscurato quanto successo durante l'ultima cerimonia degli Oscar. Vincitori, vinti, statuette e discorsi di ringraziamento sono stati infatti oscurati dallo schiaffo che l'attore di Una famiglia vincente - King Richard ha dato al comico Chris Rock, per una battuta fatta sul taglio di capelli della moglie di Will Smith Jade Pinkett.

Le dimissioni di Will Smith dall'Academy

Nella sua dichiarazione ufficiale a Variety, Smith si scusa con tutti: Chris Rock, gli altri nominati e vincitori, i membri dell'Academy e tutto il pubblico mondiale che ha assistito al suo scatto in diretta TV, spiegando:

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Ho tradito la fiducia dell'Academy. Ho privato gli altri nominati e vincitori dell'opportunità di celebrare e di essere celebrati per il loro straordinario lavoro. Il mio cuore è in pezzi.

L'Academy ha subito fatto sapere di aver accettato le dimissioni, che non rallenteranno il processo decisione interno: si stanno infatti valutando procedimenti disciplinari aggiunti. Tra questi potrebbe esserci la revoca dell'Oscar?

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Le statuette d'oro degli Oscar

Dopo aver atteso per decenni l'occasione giusta per vincere, Smith rischia davvero di perdere la statuetta come miglior attore vinta per l’interpretazione di Richard Williams in King Richard? Quasi certamente no: l’attore può dormire sonni tranquilli, per quanto possibile nel mezzo del ciclone mediatico che lo ha travolto.

Certo l’eccezionalità di quanto successo e l’eco mediatica che ancora non si placa sulla vicenda non escludono decisioni epocali, ma i precedenti storici sembrano rendere remota l’opzione che debba riconsegnare il premio.

Nell’intera storia dell’Academy infatti è stato revocato solo un premio Oscar e per ragioni molto differenti.

L’unico Oscar revocato nella storia dell’Academy

La prima e unica volta in cui l’Academy ha ritirato un premio risale all’anno 1969, quando nella categoria miglior documentario vinse il film Young Americans, diretto da Alexander Grasshoff. La pellicola segue l’omonimo coro di giovani voci losangeline mentre prepara e affronta il suo tour attraverso gli Stati Uniti.

Young Americans è stato inviato agli Oscar oltre i termini consentiti dal regolamento. Semplificando il complesso regolamento dei premi Oscar, per essere candidato infatti un film deve essere passato nelle sale di un numero minimo di città statunitensi come pellicola inedita, non più di un anno prima rispetto alla cerimonia. Young Americans però era stato proiettato per la prima volta in sala nel 1967, per cui sarebbe dovuto essere candidato l'anno precedente. Questo fatto, emerso successivamente, ha costretto l’Academy a uno storico ritiro.

Come sono puniti i membri dell’Academy che si macchiano di colpe gravi

Quando una figura cinematografica di spicco diventa per qualsivoglia motivo persona non grata a Hollywood, l’Academy ha una risorsa per assicurarsi il suo allontanamento dalla notte degli Oscar e da tutto ciò che riguarda il premio: l’esclusione temporanea o definitiva dall’Academy stessa.

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Will Smith con l'Oscar in mano

Una vera e propria cacciata a cui sono stati sottoposti pochissimi nomi. Tra i più noti, Harvey Weinstein, Bill Cosby, Carmine Caridi e Roman Polanski, che negli Stati Uniti comunque non potrebbe recarsi senza rischiare l’arresto per la condanna ancora pendente sulla sua persona per abusi consumati ai danni di una minorenne. Tutti i nomi sopra elencati però mantengono ancora i loro Oscar, che non sono stati revocati né restituiti.

Si tratta poi di azioni piuttosto tardive: Woody Allen e Roman Polanski sono stati più volte protagonisti di omaggi e riconoscimenti nel novero della notte degli Oscar anni dopo che le accuse di violenza mosse loro sono state rese pubbliche.

Cosa rischia davvero Will Smith

Questo non significa però che Will Smith non affronterà conseguenze serie dovute al suo gesto. Sappiamo che ha evitato l’arresto, soprattutto perché Chris Rock ha deciso di non sporgere denuncia, anche se la polizia era stata allertata. Sappiamo anche che l’Academy avrebbe fatto un tentativo di allontanamento, chiedendogli nel primo intermezzo pubblicitario dopo lo schiaffo di lasciare la sala, richiesta a cui l’attore ha opposto il suo netto rifiuto.

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Oscar 2022 - Lo schiaffo di Will Smith

In queste ore l’attrice e membro dell’Academy Woopy Goldberg ha precisato che non c’è l’intenzione di togliere a Smith il suo premio. Traspare però chiaramente l’irritazione dell’Academy, dato che Will Smith ha seriamente compromesso anche il prestigio di quest’istituzione, che nei fatti si è dimostrata debole e incapace di fronteggiare rapidamente quanto successo.

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Dimettendosi, Will Smith ha di fatto evitato di subire un'esclusione temporanea dal novero dei membri dell’Academy, persino una una cacciata a vita. È inoltre probabile che se l’attore non riuscirà a ristabilire la sua reputazione, l’anno prossimo non venga invitato alla cerimonia. Avendo vinto come miglior attore protagonista nel 2022, spetterebbe a lui il compito di consegnare l’Oscar alla migliore attrice protagonista nel 2023.

Si può revocare un Oscar assegnato?

Sì, soprattutto se emergono infrazioni alle regole di candidatura di un film. È successo solo una volta, nel 1969, con il documentario Young Americans.

È mai stato revocato un Oscar?

Sì una sola volta, nel 1969, con il documentario Young Americans.

Young Americans è stato inviato agli Oscar oltre i termini consentiti dal regolamento, essendo stato proiettato per la prima volta in sala nel 1967, per cui sarebbe dovuto essere candidato l'anno precedente. Questo fatto, emerso successivamente, ha costretto l’Academy a uno storico ritiro.

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