I giochi di Squid Game: storia vera, regole, curiosità e memorie dal set

Autore: Giuseppe Benincasa ,
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I 456 partecipanti ai giochi di Squid Game devono affrontare sei prove differenti per sopravvivere e per riuscire a portarsi a casa oltre 45 miliardi di won (la valuta coreana) ovvero circa 33 milioni di euro.
Le prove corrispondono ad altrettanti giochi per bambini che il personaggio ideatore dei giochi faceva da piccolo come per esempio Un, due, tre stella o il tiro della fune.

Ecco quindi le curiosità, la storia vera e il dietro le quinte dei sei giochi (più uno) di Squid Game:

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  1. Un, due, tre, stella
  2. Caramello
  3. Tiro alla fune
  4. Biglie
  5. Il ponte di vetro
  6. Il gioco del calamaro
  7. Ddakji

Squid Game Squid Game Centinaia di individui a corto di denaro accettano uno strano invito a competere in giochi per bambini. Li attende un premio invitante, ma la posta in gioco è mortale. Apri scheda

Un, due, tre, stella

Il gioco di Un, due, tre, stella è uno dei più giocati dai bambini in quasi tutte le parti del mondo. In Squid Game i concorrenti sono posizionati dentro un enorme campo dove possono muoversi solamente quando la bambola gigante non li sta guardando. Lo scopo del gioco è quello di raggiunge il traguardo posizionato all'altezza della bambola entro 5 minuti.

Nella vita vera le regole del gioco non sono affatto diverse, se non per il fatto che non vi è un tempo prestabilito entro il quale terminare il gioco. Da paese a paese varia il tipo di frase pronunciata: negli Stati Uniti per esempio è "red light, green light". Nella lingua originale della serie la bambola robot dice "Il fiore Mugunghwa è sbocciato" riferendosi alla rosa di Sharon ovvero al fiore simbolo della nazione Corea.

L'ideatore della serie TV sud-coreana di Netflix Hwang Dong-hyuk ha dichiarato di aver inserito questo gioco all'inizio dello show perché è possibile farlo con un gran numero di persone. Inoltre per gli spettatori a casa, Un, due, tre, stella è immediatamente riconoscibile per la sua popolarità e permette loro di entrare subito nel clima della serie.

Netflix
I giocatori di Squid Game con la tuta verde
Un, due, tre, stella è il primo gioco di Squid Game

Se il gioco di Un, due, tre, stella è famoso in tutto il mondo lo è probabilmente meno la figura della bambola gigante. Nel gioco questa ha il compito di scandire il tempo e di scansionare i giocatori per capire se si stanno muovendo quando dovrebbero essere immobili.

Ebbene questa bambola è stata davvero realizzata a grandezza naturale dagli esperti scenografi di Squid Game e, dopo le riprese, è stata conservata nel museo di Macha Land a Jincheon County nella provincia di Chungcheongbuk-do in Corea del Sud. Per costruire la bambola gigante gli ideatori della serie TV si sono ispirati alle illustrazioni delle fiabe per bambini Cheolsoo e Younghee. Questi sono due bambini migliori amici che rappresentano il potere della memoria dell'infanzia. In poche parole, per gli adulti, rappresentano la nostalgia dell'età passata, proprio come quella che prova l'ideatore dei giochi della serie targata Netflix.

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Caramello

Il gioco del Caramello è probabilmente uno dei più complessi da affrontare per i giocatori di Squid Game. Da una sottile forma di caramello bisogna estrarre un disegno avendo a disposizione uno spillo e soli 10 minuti.

Ebbene l'attrice HoYeon Jung (Sae-byeok nello show) ha rivelato che i biscotti di caramello erano veri e che sul set di Squid Game c'era uno splendido profumo di dolci. È stato il regista Hwang Dong-hyuk a chiedere espressamente che l'esperienza del cast fosse più reale possibile.

Netflix
Seong Gi-hun
Seong Gi-hun al gioco del Caramello

Nella vita reale il gioco del Caramello esiste. Questo andava di moda negli anni '50 e '60 in Corea quando i venditori di queste cialde - chiamate Dalgona - le vendevano ai bambini promettendogli un biscotto omaggio qualora fossero riusciti a estrarre integra la figura disegnata. Il gioco non era affatto semplice poiché le cialde sono davvero sottili e friabili. Un divertente video - pubblicato dal canale YouTube The Swoon - mostra la ricetta delle cialde di caramello e il cast di Squid Game che prova a rifare il gioco:

Tiro alla fune

Tranne che per l'esito finale, il gioco del tiro alla fune si svolge nella serie come nella vita reale: due squadre di egual numero si fronteggiano tirando una corda con al centro un fazzoletto colorato, chi riesce a tirare dal proprio lato il fazzoletto - entro 10 minuti - vince il gioco.

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Netflix
Una scena del Tiro alla fune da Squid Game
La scenografia del Tiro alla fune

Il gioco del Tiro alla fune ha delle forti connessioni con la tradizione dei villaggi coreani. Questo era infatti parte dei giochi che si facevano nelle feste di inaugurazione della stagione del raccolto.
Molti non sanno che il gioco del Tiro alla fune ha fatto parte del programma olimpico per ben 20 anni ovvero dal 1900 al 1920. Ancora oggi esistono campionati ufficiali che vedono affrontarsi giocatori da tutto il mondo.

Il set di Squid Game relativo a questa prova è stato costruito per intero all'interno di uno studio.

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Biglie

Il gioco delle Biglie si gioca all'interno di un quartiere ricostruito sul set di Squid Game per ricordare ai partecipanti di quando erano piccoli e giocavano per strada. Nella serie per questo gioco c'è solo una regola ossia quella di appropriarsi senza violenza delle 10 biglie dell'avversario. Per farlo i giocatori possono decidere da soli le regole ma devono terminare il gioco in massimo 30 minuti.

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Un quartiere coreano riprodotto in Squid Game
Il set del gioco delle Biglie
 

Il set è stato costruito all'interno di uno studio dove è stato simulato il tramonto. Si può immaginare che il tramonto rappresenti il tempo di gioco che scade. Quando si è bambini infatti si gioca fino a quando si può, fino a quando i genitori non chiamano per rientrare a casa.

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Il ponte di vetro

Il gioco del ponte di vetro consiste nell'indovinare il giusto percorso attraverso delle lastre di vetro. Per procedere e arrivare alla fine sani e salvi bisogna scegliere una direzione, destra o sinistra, sperando di indovinare la lastra di vetro temperato, che può reggere il peso di una persona. In caso contrario, atterrando su un vetro semplice, si precipita verso una morte certa. Il percorso deve essere completato in 16 minuti.

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Un ponte di vetro davanti ai giocatori
Il gioco del ponte di vetro

L'origine storica del gioco non è del tutto chiara ma si può abbinare a un gioco realmente esistente che si chiama Fiume di pietre. In questo gioco i bambini tagliano dei fogli di carta e li piazzano per terra cercando di saltare dall'uno all'altro facendo un percorso predefinito. Un passo falso li elimina. Sostanzialmente il gioco si basa sulla coordinazione, sull'equilibrio, sulla memoria e sulla velocità di esecuzione dato che può esserci anche un tempo limite per completare il percorso. Ovviamente, come per quasi tutti i giochi di bambini, anche questo varia le regole da paese a paese.

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Il set del ponte di vetro è stato costruito per davvero sul set con una altezza ridotta a un metro e mezzo. Quindi gli attori hanno dovuto saltare veramente su lastre di vetro temperato. Tutto si è svolto in massima sicurezza ma sul set - come ha raccontato il regista - si è davvero creata una certa tensione, che ha reso reali le performance del cast.

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Il ponte di vetro
Il set di Squid Game

Il gioco del calamaro

Il gioco del calamaro dà il titolo alla serie TV poiché per il suo creatore questo rappresenta il gioco più violento e fisico che lui ha mai giocato da bambino.

Il nome del gioco prende spunto dal disegno a forma di calamaro stilizzato, composto da forme geometriche. Com'è ben spiegato nel primo episodio nel gioco del calamaro si può ricoprire il ruolo dell'attaccante o del difensore:

All'inizio, la difesa corre normalmente entro i confini, mentre gli attaccanti, all'esterno, devono saltare su un piede solo. Se uno degli attaccanti percorre il centro del calamaro e supera la difesa, guadagna la possibilità di camminare liberamente su due piedi.

Dopo questa prima fase gli attaccanti si riuniscono al centro del calamaro. Per vincere questi devono toccare con i piedi la testa del calamaro, mentre i difensori devono riuscire a spingere i loro avversari fuori dal campo di gioco, oltre cioè le linee che delimitano il corpo del calamaro.

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Il gioco del calamaro
Sul set di Squid Game

Ddakji

Il Ddakji non si gioca all'interno della competizione mortale ma è servito agli organizzatori per attirare l'attenzione dei suoi partecipanti. Questo classico gioco coreano lo si vede nel primo episodio di Squid Game, quando un uomo con un vestito elegante e una valigetta avvicina il protagonista Seong Gi-hun.

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Seong Gi-hun viene invitato a giocare a Ddakji
Il Ddakji si gioca in Squid Game

Il gioco consiste nel lanciare un foglio di carta piegato su se stesso (origami) sul foglio di carta dell'avversario al fine di ribaltarlo. In Italia questo gioco viene chiamato Pog - così come è chiamato negli Stati Uniti - e si gioca con dei tappi di metallo o con dei gettoni.

A proposito del making of di Squid Game, Netflix ha pubblicato un interessante video dietro le quinte:

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Autore: Elisa Giudici ,
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S'intitolerà Squid Game: The Challenge: un reality che promette di coinvolgere il pubblico da casa con vere sfide, anche se ovviamente non mortali come quelle della serie Netflix originale. Verrà mantenuto sia il numero iniziale di concorrenti (456 persone) sia la presenza di un montepremi, per ora stimato a 4,56 milioni di dollari. Il tutto ovviamente sempre sotto l'egida di Netflix, che supererà così due record nel campo dei reality. 

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