Star Wars: Bob Iger parla delle differenze creative con George Lucas

Autore: Mattia Chiappani ,

Stanno facendo il giro del mondo alcuni estratti di The Ride of a Lifetime: Lessons Learned From 15 Years as CEO of the Walt Disney Company, nuovo libro in cui Bob Iger racconta la propria esperienza come amministratore delegato di una delle compagnie più importanti del mondo dell'intrattenimento moderno. Tra i tanti aspetti della storia recente dell'azienda su cui viene fatta luce, troviamo alcuni retroscena sul rilancio del franchise di Star Wars, partito nel 2015 con il settimo episodio della saga. Un film che ha introdotto nuovi personaggi, dando il via alla cosiddetta trilogia sequel, che però non sarebbe piaciuto al padre di tutto l'universo degli Jedi, George Lucas.

Quando nel 2012 The Walt Disney Company acquisì Lucasfilm, annunciando di voler realizzare una nuova trilogia di pellicole dedicate a Star Wars, il creatore della saga aveva già in mente diverse idee piuttosto precise sulla direzione da prendere. Luke ad esempio avrebbe dovuto addestrare un nuovo Jedi e, in uno degli episodi successivi, avrebbe insegnato anche alla sorella Leia le vie della Forza. Ci sarebbe inoltre dovuta essere un'attenzione maggiore sul mondo microscopico, nonché l'introduzione di creature note come Whills.

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Tutte queste idee erano comprese nel "pacchetto" acquistato da The Walt Disney Company che, tuttavia, aveva messo bene in chiaro come non ci fosse alcun obbligo da parte sua di utilizzarle per i propri futuri progetti. Nonostante questo e nonostante non avesse più alcun tipo di controllo creativo sull'universo di Star Wars, George Lucas era convinto che la compagnia avrebbe seguito la strada da lui tracciata. 

Come sappiamo, poi non andò così: sebbene alcune idee siano state comunque sfruttate, la trilogia sequel è risultata molto diversa da come il creatore della saga se l'era immaginata. Lucas non prese particolarmente bene la notizia, come proprio Bob Iger ha raccontato, parlando del primo incontro relativo a Star Wars: Il risveglio della Forza. Alla presenza della nuova presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy, del regista del film J.J. Abrams e dello sceneggiatore Michael Arndt, l'autore avrebbe espresso parecchie perplessità sulle decisioni prese.

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All'inizio della lavorazione, Kathy portò J.J. e Michael Arndt nel Nord della California per incontrarsi con George nel suo ranch e parlare delle loro idee per il film. George si arrabbiò immediatamente quando iniziarono a descriverne la trama e si rese conto che non stavamo usando una delle storie che aveva proposto durante le trattative. La verità era che io, Kathy, J.J. e Alan [Horn, CCO di Disney n.d.R.] avevamo parlato della direzione in cui la saga sarebbe dovuta andare e abbiamo tutti concordato che non fosse quella tracciata da George. George sapeva che non eravamo legati contrattualmente a nulla, ma pensava che il nostro acquistare i soggetti fosse una tacita promessa che li avremmo seguiti ed era deluso dal fatto che la sua storia fosse stata scartata.

La delusione di Lucas non si limitò a quel primo incontro. Pur rispettando le decisioni della compagnia, ha spesso espresso le proprie perplessità in merito al settimo Episodio della saga, anche dopo averlo visto. Bob Iger ha infatti raccontato come subito dopo una proiezione privata in anteprima del film, l'autore si sia mostrato molto deluso, sottolineando come mancasse di novità, riprendendo solo concetti precedenti della serie. Il CEO di Disney ha ammesso come ci fosse della verità nelle sue parole, ma ha evidenziato come ci fossero altri fattori in gioco di cui tenere conto.

Poco prima della release mondiale, Kathy organizzò una proiezione de Il risveglio della Forza per George. Lui non nascose la sua delusione. 'Non c'è nulla di nuovo' disse. In ognuno dei film della trilogia originale era importante per lui presentare nuovi mondi, nuove storie, nuovi personaggi e nuove tecnologie. In questo ha detto 'Non c'erano abbastanza passi avanti visivi o tecnici'. Non aveva torto, ma non considerava la pressione che avevamo addosso di dover dare ai fan un film che fosse la quintessenza di Star Wars. Abbiamo creato un mondo che fosse nell'aspetto visivo e nel tono legato ai film passati, per non allontanarci troppo da ciò che le persone hanno amato e si aspettavano e George ci criticava esattamente per quello che stavamo cercando di fare. Ripensandoci ora, con il senno di poi dovuto agli anni passati e a diversi nuovi film di Star Wars, credo che J.J. sia riuscito a realizzare l'impossibile, creando un perfetto ponte tra ciò che è stato e ciò che doveva arrivare.

Voi cosa ne pensate? Credete che George Lucas avesse ragione nel dire che l'anima di Star Wars fosse la novità, tecnologica e narrativa? Oppure concordate con Bob Iger sulla necessità di un tono costante per la saga?

Via Bleeding Cool

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