Star Wars, come sono nate la Cantina e la sua band? Il racconto del leggendario supervisore degli effetti speciali Phil Tippett

Autore: Elisa Giudici ,
Copertina di Star Wars, come sono nate la Cantina e la sua band? Il racconto del leggendario supervisore degli effetti speciali Phil Tippett

La Cantina del porto spaziale di Mos Eisley è uno dei set più iconici del primo film della saga di Guerre Stellari e Phil Tippett, creatore, supervisore e animatore di effetti speciali "tradizionali", è stato parte attiva nella creazione di uno dei locali più iconici della storia del cinema. 

Ospite d'onore al Festival di Locarno 2021 e leggendario esperto di effetti speciali dell'era pre-green screen e di animazione in stop motion, Tippett durante la sua Masterclass con il pubblico del Festival ha raccontato nel dettaglio come è stata creata la scena della Cantina, come è sono nati i membri Cantina Band e il ruolo che lui ha ricoperto non solo nella sua realizzazione, ma anche recitando direttamente in un passaggio tanto iconico di un film leggendario.

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Phil Tippett racconta come ha creato la Cantina Band

Allora giovane animatore nel mondo del cinema, Tippett è approdato quasi per caso sul set di Guerre Stellari. Entrai nel mondo di Star Wars perché George Lucas erano insoddisfatto del risultato ottenuto fino a quel momento per gli effetti speciali - spiega Tippett - e aveva chiesto in giro chi assumere per metterci una pezza. Le persone a cui si era rivolto erano tutte già impegnate in altri progetti e qualcuno a un certo punto gli fece il mio nome. 

All'epoca Lucas aveva già in mente di piazzare una band aliena nel locale e di popolare la Cantina di specie extraterrestri differenti, ma non aveva idee precise sul loro aspetto. La richiesta per popolare la Cantina di alieni da parte del giovane George Lucas fu precisa: 

Come prima cosa, George mi chiese di creare tutte le maschere per le creature nella scena della Cantina. Mi diede cinque settimane di tempo. 

Dentro gli alieni della scena infatti ci sono attori e membri della troupe che indossano maschere e costumi adattati per sembrare i più realistici possibili. George Lucas tornava ogni settimana controllare il lavoro di Tippett e a discutere con lui dei dettagli. 

Locarno Film Festival 2021
Un ritratto di Phil Tippett
Phil Tippett ricorda con affetto gli anni dell'animazione artigianale e non sembra gradire troppo la CGI contemporanea

Una volta notò un vecchio pupazzo verde con cui il realizzatore di effetti speciali si allenava a creare animazioni, dato che si sentiva carente in questo senso. Lucas lo vide e gli chiese se poteva metterlo nel film: 

Quando gli chiesero che cosa ne voleva fare, lui non lo sapeva, inventò poi sul momento. Mi chiese di fargliene altri dieci nelle due settimane a seguire. Sul set poi ho animato solo i personaggi di sfondo, in due o tre giorni. Non ero il miglior animatore nel team. Era proprio verso la fine della lavorazione di Guerre Stellari, i tempi erano stretti.

Per la Cantina Band, formata da sette membri di etnia aliena Bith (proveniente dal pianeta Clak’dor VII), Tippett finì per essere arruolato per essere uno di loro durante le riprese. Di fatto indossò la maschera e le protesi che aveva realizzato, gli venne messo in mano uno strumento musicale e finse di suonare per tutta la giornata di riprese: 

Dentro quelle tute non c'era modo di vedere nulla, era tutto buio. Quindi quando partiva il ciak ti dimenavi in quella che speravi essere una pantomima convincente di una persona che suona uno strumento. 

Com'era lavorare per George Lucas a Guerre Stellari

Nella sua carriera Tippett ha lavorato con moltissimi registi iconici: Steven Spielberg, Paul Verhoeven, Joe Dante. Con George Lucas collaborò intensamente per i primi due Star Wars, realizzando props, animazioni e modellini (contribuì anche alla creazione del design dei Walkers imperiali).

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Locarno Film Festival
Phil Tippett con il suo Pardo di Locarno
Phil Tippett ha ricevuto un Pardo d'Onore a Locarno per il suo lavoro come supervisore degli effetti speciali

Del giovane Lucas ricorda le ottime doti di capo, ma anche lo scarso tempo a disposizione per realizzare le pellicole: 

Era un grande capo, non si arrabbiava mai, accettava che avessimo i nostri tempi per tentare animazioni allora avveniristiche. Ti incoraggiava molto, lasciava molta libertà creativa. Mi ricordo che a lui andava bene sempre tutto per via della programmazione delle riprese: non c'era quasi mai tempo per fare un secondo ciak. 

Com'è nata la Cantina di Star Wars?

George Lucas voleva un locale popolato di differenti etnie aliene e con una band che suonasse motivetti allegri come sfondo a una scena del primo Guerre Stellari. Diede quindi al supervisore degli effetti speciali Phil Tippett cinque settimane di tempo per realizzare tutte le maschere e le prop relative agli alieni.

A seguire vide un suo pupazzo e gli chiese di farne dieci copie da mettere nel film: alla fine ne scelse otto e le piazzò nella Cantina.

Phil Tippett stesso interpreta un membro della Cantina Band, fingendo di suonare uno strumento.

Chi è la Cantina Band di Star Wars?

Formata da sette membri di etnia aliena Bith (proveniente dal pianeta Clak’dor VII), la Cantina Band fa una breve apparizione nella scena ambientata nell'omonimo lcoale al porto spaziale di Mos Eisley, suonando un motivetto composto da John Williams poi divenuto celeberrimo.

Dentro ognuno dei membri della Cantina Band c'è un attore, tra cui uno dei responsabili per la realizzazione degli effetti speciali del film, Phil Tippett. Lui stesso ha realizzato le maschere aliene Bith che indossano gli attori nella scena.

Chi ha realizzato gli effetti speciali di Star Wars?

A realizzare buona parte delle creature aliene e a supervisionare l'operato di tecnici e animatori fu Phil Tippett, leggendario animatore e supervisore agli effetti speciali.

Dentro gli alieni di Star Wars ci sono persone vere?

Per quanto riguarda la prima trilogia la risposta è sì. Il comparto degli effetti speciali, diretto da Phil Tippett, realizzava maschere iper realistiche e protesi per mani e altre parti del corpo da far indossare agli attori che facevano comparse aliene nei film.

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