Stranger Things 4: il tempo è la parola chiave (recensione)

Autore: Giuseppe Benincasa ,
Recensioni
3' 47''
Copertina di Stranger Things 4: il tempo è la parola chiave (recensione)

Questa recensione del volume uno di Stranger Things 4 non contiene spoiler, quindi per discutere nel dettaglio delle scelte dei protagonisti, della trama e del grande piano del cattivo Vecna avremo tempo. Adesso è il momento di fare un bilancio di questi primi 7 episodi della quarta stagione di Stranger Things, che hanno una durata pari a quella di un lungometraggio: non c'è infatti un episodio inferiore ai 63 minuti.

La lunga durata degli episodi è giustificata dal fatto che i fratelli Duffer, creatori di Stranger Things, si sono voluti prendere il loro tempo per raccontare una storia, che almeno all'inizio sembra davvero frammentata e divisa su più fronti. Da come si evince nei vari trailer (e ne sono usciti parecchi) i ragazzi e le ragazze di Hawkins sono divisi tra la California e Hawkins, mentre Jim Hopper è imprigionato in Russia. Tutto accade nel 1986, quasi un anno dopo la strage dello Starcourt Mall (la morte di Billy e la sconfitta del Mind Flyer). Adesso i protagonisti sono sempre più grandi, frequentano il liceo e affrontano i classici problemi che ne derivano: questioni di cuore e di popolarità.

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Non esiste più la "bolla Hawkins" dove, nonostante le avventure con il Sottosopra, Lucas, Mike, Dustin e Will erano al sicuro vicino le loro famiglie e protetti dalla loro incrollabile amicizia. Adesso è come se tutti avessero scoperto il mondo, come se avessero aperto una finestra di opportunità dove non conta solo l'amicizia, e fare un passo, piccolo o grande che sia, rappresenta un salto in un campo minato che è la vita stessa. Dal punto di vista delle relazioni questa stagione di Stranger Things cresce ancora di più mettendo nero su bianco il fatto che quei bambini, che abbiamo tanto amato, adesso sono degli adulti. Guardare Stranger Things 4 è come guardare qualcosa di nuovo rispetto a prima e, in qualche modo, ciò risulta doloroso, perché è come guardare in faccia il tempo che scorre, la vita che passa e i ricordi che si offuscano. Forse non a caso al centro di tutto c'è un vecchio orologio, quello di casa Creel (protagonista di più trailer) le cui lancette sono sinonimo del tempo che passa.

Tutto questo potrebbe confondere e destabilizzare gli abituali spettatori di Stranger Things 4, che non ritrovano quei dettami a cui sono abituati e che li facevano sentire al sicuro dentro delle linee guida prestabilite. No, Stranger Things 4 sconvolge tutto, mette sottosopra quello di cui eravate a conoscenza e introduce nuovi personaggi e nuove trame. Le regole sono cambiate.

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Paura e tensione alle stelle

Senza tanti giri di parole: Stranger Things 4 è serie horror adatta a un pubblico adulto. Senza scendere nei particolari il core dello show è ovviamente rappresentato dal Sottosopra, dal cattivo Vecna e da ciò che è successo a casa Creel. Vi è quindi una rappresentazione horror a 360°, sia visiva che mentale, che è superiore a quella delle stagioni precedenti. Questa volta sembra che i fratelli Duffer non si siano posti dei limiti e, anche in questo caso, il tempo ha un ruolo fondamentale a livello concettuale. Questo perché, così come i suoi protagonisti e il suo pubblico, la serie stessa è diventata adulta e si è spogliata "dell'obbligo morale" di essere disponibile per una fascia di età vicina a quella dei suoi protagonisti.

Netflix
Stranger Things 4 - il mostro finale

No al binge-watching

I fratelli Duffer avevano dichiarato che questa stagione di Stranger Things sarebbe stata la più "cinematografica" rispetto alle precedenti e posso confermare che è davvero così. Non solo per la durata di ogni episodio, ma dal punto di vista scenografico, dal punto di vista del numero dei personaggi e degli effetti visivi e speciali Stranger Things 4 è senza dubbio la miglior stagione mai realizzata. Il primo episodio è pressoché perfetto: vi riporta dentro quelle atmosfere conosciute ma scombussola totalmente ogni certezza che vi siete costruiti in precedenza.

La curiosità di andare avanti vi terrà incollati allo schermo e a quel tasto "prossimo episodio", che non vedrete l'ora di cliccare, ma abbiate pazienza e cercate di godervi ogni singolo episodio e di dedicargli il tempo che merita. A mio avviso per la quarta stagione di Stranger Things il binge-watching andrebbe evitato: ogni puntata è come se fosse un doppio episodio, poiché è pieno d'informazioni e di momenti memorabili che vanno rivisti e riassunti in mente prima di passare all'episodio successivo.

Cliccate play sul primo episodio di Stranger Things 4 e tenete a mente la parola "tempo". Buona visione.

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