Tatiana Maslany nega il casting di She-Hulk (e siamo tutti confusi)

Autore: Giuseppe Benincasa ,
News
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Copertina di Tatiana Maslany nega il casting di She-Hulk (e siamo tutti confusi)

Alla fine del mese di settembre 2020, era stato dato per certo da fonti autorevoli il coinvolgimento dell'attrice Tatiana Maslany nella serie TV #She-Hulk di Marvel Studios.

Ad avvalorare la notizia che vedeva Maslany nei panni dell'avvocatessa cugina di Hulk c'era anche un tweet di benvenuto di Mark Ruffalo, attore che nel Marvel Cinematic Universe interpreta Bruce Banner/Hulk.

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Adesso, in una intervista al sito The Sudbury Star si legge che Maslany ha negato il suo coinvolgimento nella serie She-Hulk.

L'attrice di origini canadesi ha detto che è stata tutta una invenzione dei giornalisti basata sul fatto che in passato lei ha avuto dei "collegamenti" con questo mondo.

In realtà non è una cosa vera. Sembra essere come un comunicato stampa che è sfuggito di mano. Non lo è affatto. Sono stata collegata a queste cose in passato e la stampa ha preso al volo la cosa, ma non è una cosa reale purtroppo.

Evidentemente, Maslany potrebbe aver fatto un provino per un film Marvel Studios. Ciò non è del tutto improbabile dato che molte attrici e attori ambiscono a entrare nel franchise più redditizio della storia del cinema.

La stessa vincitrice del premio Oscar Brie Larson, prima di essere scelta per essere Capitan Marvel, aveva sostenuto dei provini per un ruolo in film come Iron Man 2 e Thor.

Nella risposta di Maslany si può anche leggere un "purtroppo", segno che l'attrice non rifiuterebbe la parte per cui pare perfetta.

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L'attrice è stata infatti molto brava nella serie TV dal titolo #Orphan Black che, oltre a darle la notorietà, le ha permesso di interpretare numerosi personaggi diversi tra loro.

Non sarebbe quindi difficile per lei vivere nei panni di She-Hulk e del suo alter ego umano Jennifer Susan Walter.

Non è detto quindi che quella che si è rivelata come una notizia priva di fondamenta possa essere stata comunque premonitrice.

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Tatiana Maslany è attualmente protagonista sul piccolo schermo della serie TV Perry Mason e non pare avere nuovi impegni lavorativi in vista.

Lo show sul personaggio dei fumetti creato da Stan Lee nel 1980 dovrebbe debuttare su Disney+ nel 2021. Quindi in teoria dopo aver trovato la giovane Ms. Marvel i dirigenti degli studi Disney dovrebbe proprio essere nel bel mezzo del casting.

Quello che non è stato smentito è il coinvolgimento della sceneggiatrice di Rick and Morty Jessica Gao e della regista Kat Coiro.

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Dahmer di Netflix, 3 chiavi di lettura per una serie unica

Scopri le chiavi di lettura di Dahmer - Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer, la serie di successo disponibile sulla piattaforma Netflix.
Autore: Mauro G. Pozzuoli ,
Dahmer di Netflix, 3 chiavi di lettura per una serie unica

Dahmer - Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer è un titolo molto esplicativo che chiarisce subito che al centro della storia c’è il serial killer Jeffrey Dahmer, un autentico mostro. La serie Netflix è prodotta da Ryan Murphy e interpretata da Evan Peters, Richard Jenkins e Molly Ringwald. Dahmer - Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer non è il solito crime, ma una biografia cruda e cruenta che compie un'indagine degli eventi realmente accaduti. La serie è particolare perché il “mostro” del titolo Netflix è al centro dell’attenzione ma è pur vero che non è lui il solo protagonista. La storia scritta da Ryan Murphy, in collaborazione con Ian Brennan, David McMillan e altri, indaga a fondo e sfrutta più livelli di narrazione per coinvolgere lo spettatore. Questi sono: il livello della realtà dei fatti che si esplica nell'elemento crime attraverso il racconto degli omicidi e le indagini svolte dalla polizia, e i livelli meno tangibili della psicologia e della lotta spirituale dei personaggi, non solo del serial killer protagonista, ma anche di varie persone che lo circondano. È come se Murphy e il suo team indagassero sugli aspetti sconosciuti, "invisibili" o quasi.

Attenzione! Da questo punto sono presenti spoiler della serie Dahmer - Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer. Consigliamo di non proseguire la lettura a chi voglia evitare anticipazioni.

L'indagine sui crimini

In maniera atipica per una serie crime, Dahmer - Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer non approfondisce l'indagine della polizia sugli efferati delitti del serial killer. Il motivo principale è che dal 1978 al 1991, gli anni in cui Dahmer ha ucciso giovani ragazzi, la polizia ha indagato pochissimo sul suo conto. Nessun agente collegò mai tutte o una parte delle 17 vittime accertate dell'assassino. La serie mostra i crimini commessi dall'omicida, ma il tempo dedicato alle indagini effettivamente effettuate è minore, poiché nella realtà furono scarse. Inoltre, le forze di polizia che investigavano commisero gravi errori e omissioni nella realtà, che vengono riportate nella serie. La polizia si dimostra inefficace a seguito di una denuncia che si può vedere nell'episodio 5, "Sangue sulle loro mani". Si dimostra incompetente e incapace anche nell'episodio 2, "Non andare via", in cui accade un evento veramente terribile che costa la vita a un ragazzo di nome Konerak, di soli 14 anni. La serie ideata da Ryan Murphy punta il dito senza alcun timore contro la polizia di Milwaukee, colpevole di omofobia e razzismo, che si sono tradotte in una indifferenza generale verso le vittime di Dahmer, per la maggior parte gay e appartenenti a minoranze etniche. Queste vicende portano la serie Dahmer - Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer anche a un'indagine degli atteggiamenti omofobi e razzisti della polizia in quegli anni, con un'implicita accusa.

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