The Crown, Tobias Menzies è il nuovo Principe Filippo

Autore: Redazione NoSpoiler ,

The Crown ha trovato il suo nuovo Principe Filippo: sarà Tobias Menzies a vestire i panni del reale inglese per le stagioni 3 e 4 della serie. La notizia è stata confermata da Netflix a Vanity Fair solo ieri.

Menzies è famoso ai più per aver interpretato Edmure Tully in Game of Thrones e sia Frank Randall che Black Jack Randall in #Outlander. L'attore britannico 44enne raccoglie il testimone lasciato da Matt Smith e mette fine anche ai rumor sul prescelto per il ruolo: negli ultimi giorni, infatti, era circolata insistente la voce che voleva Hugh Laurie come probabile scelta di Netflix. Così non è stato.

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Negli ultimi mesi anche Paul Bettany aveva dovuto dire di no al ruolo: l'impegno richiesto per girare la serie, infatti, avrebbe impegnato l'attore per troppo tempo.

Il casting per le ultime due stagioni dello show Netflix non è stato facile, visto che si tratta di ruoli di personaggi reali che hanno una certa presa sul pubblico. La scelta degli attori giusti è cruciale.

Menzies, recentemente, ha anche dichiarato di non essere sicuro di tornare su Westeros per l'ultima stagione di GoT. A Digital Spy l'attore ha detto che il suo personaggio "ovviamente è in una prigione, da qualche parte, ma vivo... Penso che, con tutte le storie da concludere, non sono sicuro vogliano tornare sulla questione [di che fine abbia fatto Edmure Tully, n.d.r.]".

L'altro ruolo principale, quello della Regina Elisabetta, è andato nelle mani di Olivia Colman dopo la performance di Claire Foy nella stagione 2 dello show.

I nuovi episodi saranno ambientati negli anni '70 e comprenderanno anche l'incontro del Principe Carlo con Camilla Parker Bowles, avvenuto nel 1971 a una partita di polo.

Non si sa esattamente la trama di The Crown 3 e 4, tuttavia sembra che i figli più grandi dei reali, Carlo e Anna, avranno più spazio rispetto alle stagioni precedenti.

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Nostalgia: perché il cinema italiano è Favino-dipendente?

Nostalgia di Martone è l'ennesimo film che si affida al talento di Pierfrancesco Favino: perché il cinema italiano non riesce a fare a meno di lui?
Autore: Elisa Giudici ,
Nostalgia: perché il cinema italiano è Favino-dipendente?

Già nel 2007 la serie Boris fotografava la dipendenza del cinema italiano da Pierfrancesco Favino. La "fuoriserie italiana" non a caso è un grande specchio del mondo culturale e cinematografico italiano: ha dimostrato in innumerevoli occasioni di prevedere il futuro con precisione stupefacente, rivelandosi sempre più amaramente attuale ogni anno che passa. 

Nella terza stagione di Boris, il personaggio del comico Martellone spiega di non essere riuscito a ottenere alcuna parte di rilievo in tempi recenti a causa di Pierfrancesco Favino, che fagociterebbe tutte le parti importanti e interessanti a disposizione. Quindici anni dopo questa scena di Boris è più attuale che mai. Basta pensare che due dei ruoli maschili più ficcanti e di pregio presenti nei film italiani inviati al Festival di Cannes nelle ultime edizioni - quello di Felice in Nostalgia di Mario Martone e quello di Tommaso Buscetta nel film di Marco Bellocchio Il traditore (2019) - sono interpretati proprio da Favino.

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