The Sandman, la miglior trasposizione TV di un fumetto [RECENSIONE]

Autore: Giuseppe Benincasa ,
Recensioni
3' 57''
Copertina di The Sandman, la miglior trasposizione TV di un fumetto [RECENSIONE]

Il 5 agosto è la data che i fan di The Sandman stavano aspettando da tempo. Finalmente la serie TV in 10 episodi è disponibile su Netflix ed è il momento di capire se vale la pena vederla o no, se gli sceneggiatori capitanati da David S. Goyer e supervisionati direttamente da Neil Gaiman hanno fatto un buon lavoro, ma soprattutto è importante sapere quanto la serie TV si è discostata dal fumetto The Sandman!

Parto da quello che potrebbe sembrare un titolo "roboante" ma che di fatto non lo è. The Sandman è davvero la miglior trasposizione fumetto/TV mai realizzata, poiché - seppure con alcune modifiche, su cui tornerò nei prossimi paragrafi - segue quasi pedissequamente le magnifiche pagine realizzate dalla penna di Neil Gaiman e dalle matite di Sam Kieth e Mike Dringenberg (ma non solo). Ovviamente non basta questo a farne la miglior trasposizione ma è già un ottimo punto di partenza. Lo show prodotto da Netflix ha un comparto artistico e tecnico di grande livello. Le scenografie di Gary Steele (Outlander) e le decorazioni dei set di Lisa Chugg e Liz Griffiths sono a dir poco spettacolari, ma soprattutto danno la sensazione di essere davanti a qualcosa di vissuto, qualcosa che ha un passato e che è capace di raccontare tante storie. In questi ambienti si muovono degli attori capaci (vi prego: guardatela in lingua originale) e magnetici, capaci di catturare l'attenzione e "bucare lo schermo".

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Devo ammettere che all'inizio ero molto dubbioso sulla scelta del protagonista Morfeo, sopratutto quando ho scritto la notizia del "rimprovero" di Neil Gaiman a Tom Sturridge a proposito della sua interpretazione. Invece, guardando l'attore londinese classe '85 su schermo, l'ho trovato molto calato nella parte e adatto al ruolo di Dream aka Sogno. La sua interpretazione, quella cioè di un personaggio quasi impassibile, serio e decisamente non umano, è di fatto un punto cardine nella valutazione di The Sandman, poiché lui appare per la maggior parte dei minuti in quasi ogni episodio.

Oltre a Sturridge le interpretazioni di Gwendoline Christie (famosa per il Trono di Spade) nei panni di Lucifero e quella di Boyd Holdbrook nei panni del Corinzio sono buone, ma permettetemi di dare il mio personale premio Oscar a David Thewlis, che ricorderete sicuramente per essere stato il Remus Lupin nella saga di Harry Potter. La sua interpretazione, nel ruolo di John Dee ossia un uomo con il desiderio di redimere il mondo dalle bugie, è incredibilmente convincente, profonda e magnetica.

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The Sandman è un prodotto di indubbia qualità artistica sul quale il creatore del fumetto, Neil Gaiman, ha investito parecchio tempo e tante energie. Spesso l'artista si è esposto sui social e nelle varie interviste sostenendo che lo show di Netflix rappresenta in tutto e per tutto la sua opera, che è un cult per ogni lettore. Ovviamente, ma è anche naturale, la serie non porta sullo schermo quell'innovazione culturale/mediatica, che ha portato con sé l'opera di Gaiman alla fine degli anni '80.

The Sandman non è la classica serie TV

Seguendo l'evoluzione del fumetto, la serie TV The Sandman potrebbe spiazzare gli spettatori, poiché non offre allo spettatore una continuità narrativa tipica delle classiche serie TV. Senza anticipare nulla, è come se ogni episodio, o un gruppo di essi, fosse pensato come un mini film a sé stante. Un'operazione necessaria per mantenere l'opera televisiva vicina al fumetto, ma che - ripeto - potrebbe non essere gradita da una parte del pubblico.

Concludo con quello che a mio avviso è, forse, l'unico difetto della serie TV di Netflix: la regia. Al contrario del fumetto, innovativo per i tempi, la regia in quasi tutti gli episodi si è mantenuta all'interno di alcuni binari ben precisi: non ha mai osato inquadrature particolari o movimenti di camera. La regia di The Sandman si può definire, purtroppo, basilare e prevedibile.

Le differenze della serie The Sandman con il fumetto

Qui non vi sono spoiler e quindi sarò breve. Per una questione di diritti sono stati eliminati dalla serie TV tutti i riferimenti ai supereroi DC, a Gotham City, ad Arkham Asylum e ovviamente alla Justice League. Come già è noto John Constantine è stato sostituito da Johanna Constantine (interpretata da Jenna Coleman) ovvero da un personaggio comunque esistente nei fumetti. Come ha scritto Neil Gaiman sul suo account Twitter ufficiale, i diritti di John Constantine sono al momento bloccati. Probabilmente Warner Bros. sta pensando di riportare il personaggio sullo schermo - si è parlato di una serie reboot di J.J. Abrams con John Boyega.

Altre piccole cose delle varie trame sono state cambiate e adattate ai tempi che corrono e al metro narrativo televisivo. Nulla di trascendentale a mio avviso.

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La paura di una trasposizione mal fatta dal fumetto cult di Neil Gaiman è stata scongiurata. The Sandman è assolutamente da vedere.
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Leggi cosa ha detto Gaiman rispondendo alle critiche sulla serie Netflix The Sandman, dove secondo alcuni ci sarebbero troppi personaggi LGBTQ+
Autore: Mauro G. Pozzuoli ,
L'autore di Sandman sulle critiche: "Gay e Trans? Necessari"

Lo scrittore Neil Gaiman ha rilasciato una lunga intervista a The Queer Review dove ha voluto parlare dei personaggi LGBTQ+, che lui stesso ha creato per l'opera The Sandman. Nella serie originale Netflix ce ne sono molti: da Johanna Constantine bisessuale, al Corinzio che ha solo frequentazioni con uomini, fino ad arrivare a Desiderio, che può apparire come uomo, donna o entrambi, come se fosse genderfluid.

Gaiman ha parlato di come volesse vedere rappresentati i propri amici nella vita reale, e di quanto sarebbe stato sbagliato lasciarli fuori dal proprio lavoro. Ha poi aggiunto che non ha cambiato nulla quando ha cominciato a lavorare per la serie televisiva: i personaggi sono rimasti esattamente com'erano. L'autore ha detto:

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