The Trip: 10 curiosità sulla splatter dark comedy norvegese di Netflix

Autore: Alessandro Zoppo ,
Netflix
5' 33''
Copertina di The Trip: 10 curiosità sulla splatter dark comedy norvegese di Netflix

"Dopo aver vissuto in un mondo chiuso per quasi due anni, probabilmente ci sono tante coppie che hanno accarezzato l'idea di ammazzarsi a vicenda… O almeno ci hanno fantasticato su". È lo spunto politicamente scorretto da cui Tommy Wirkola è partito per The Trip, la splatter comedy uscita lo scorso luglio nelle sale norvegesi e dal 15 ottobre nel resto del mondo all'interno del catalogo di Netflix.

Prodotto da Kjetil Omberg con la sua 24 Entertainment, The Trip (I onde dager, in originale) è il ritorno in patria di Wirkola, il regista di Kill Buljo (parodia di Kill Bill... in Lapponia), #Dead Snow (cult assoluto nel sottogenere nazi-zombie) e della serie Hellfjord, transitato a Hollywood con #Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe e #Seven Sisters.

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A Wirkola piacciono i cocktail ubriacanti in cui la parte amara e drammatica si mescola a quella comica e folle. Stavolta la coppia scoppiata di protagonisti è formata da Lars e Lisa: lui è un regista precario di squallide soap televisive e con il vizio del gioco; lei un'attrice di pubblicità non proprio talentuosa. Non sono il ritratto della felicità e non sono soltanto in crisi: si odiano profondamente. Tanto che ognuno dei due ha deciso di uccidere il coniuge, l'uno all'insaputa dell'altra, ed entrambi hanno scelto un weekend in montagna per farlo.

Attuare un piano così diabolico non è semplice, specie se di mezzo ci sono tre evasi di galera… Campione d'incassi in Norvegia, #The Trip sta scalando le Top 10 di Netflix in varie parti del mondo: ecco 10 curiosità tutte da scoprire sulla commedia nera scandinava.

The Trip The Trip Intenzionati a porre fine al loro matrimonio uccidendosi a vicenda, due coniugi si recano in una baita isolata, ma si trovano ad affrontare una minaccia ancora maggiore. Apri scheda

L'ispirazione di Tommy Wirkola

L'idea di The Trip ronzava da tempo nella testa del regista: un "finché morte non ci separi" con una dose dei fratelli Coen e una di Quentin Tarantino. Wirkola ha rivelato a Kinomagasinet che in realtà avrebbe dovuto girare il film negli Stati Uniti e con attori americani, prima della pandemia.

Quando l'epidemia di Covid l'ha bloccato in Norvegia e costretto in casa, ha riadattato il copione al contesto norvegese con gli sceneggiatori Nick Ball e John Niven (l'autore di #Uccidi i tuoi nemici) e poi ha messo in piedi il cast.

Un cast fantastico

Noomi Rapace non ha bisogno di presentazioni: prima Lisbeth Salander in #Uomini che odiano le donne e regina dei thriller mozzafiato. Classe 1975, il norvegese Aksel Hennie è amatissimo in patria e al cinema si è fatto apprezzare per #Headhunters - Il cacciatore di teste (dal bestseller di Jo Nesbø), #Sopravvissuto - The Martian e #The Cloverfield Paradox.

Andre Eriksen, Christian Rubeck e Atle Antonsen sono Roy, "Queer" Dave e il capobanda Petter, i tre criminali evasi di prigione, mentre il burbero papà di Lars, l'ex autista di autobus Mikkel, è interpretato da Nils Ole Oftebro, veterano del cinema e della televisione norvegesi e noto al pubblico internazionale per il nordic noir svedese Black Lake.

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Aksel Hennie e Noomi Rapace in una scena del film The Trip
Aksel Hennie e Noomi Rapace, Lars e Lisa in The Trip

Le location: dov'è la foresta della baita

I set che fanno da sfondo alla mattanza sono due: Norges Varemesse e Harestua. Norges Varemesse è un enorme centro congressi di Lillestrøm dove è possibile organizzare di tutto.

La foresta Harestua si trova a 45 chilometri a nord di Oslo nel comune di Lunner ed è la sede di un popolare osservatorio astronomico, il più grande del Nord Europa.

L'ospizio di Tøyen

Il vecchio Mikkel vive nel centro di Oslo: la casa di riposo si trova nel quartiere di Tøyen, zona popolare e alla moda che ospita il famoso Museo Munch e l'Interkulturelt Museum.

Tøyen è infatti un quartiere multiculturale conosciuto per l'importante presenza di cittadini stranieri. Una mescolanza sociale che non entusiasma Mikkel.

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La prigione di Ullersmo

Petter, Roy e Dave fuggono da un carcere di massima sicurezza: è l'Ullersmo fengsel di Oslo, prigione rurale progettata dall'architetto Heinrich Ernst Schirmer per detenuti a lungo termine.

A Ullersmo è stato detenuto Faust, nome d'arte di Bård Guldvik Eithun, il batterista degli Emperor finito dietro le sbarre per l'omicidio di Magne Andreassen, un ragazzo omosessuale che ha ammazzato in un parco di Lillehammer con 37 coltellate.

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Andre Eriksen, Christian Rubeck e Atle Antonsen in una scena del film The Trip
La fuga da Ullersmo di Roy,

La colonna sonora norsk rock

La soundtrack di The Trip, supervisionata da Johan Husvik, è davvero rock'n'roll. Durante i titoli di testa, si ascolta O Dessvere degli Skambankt, band hard rock di Rogaland.

Quando Lars e Lisa arrivano nella baita, parte Fru Johnsen (Harper Valley P.T.A.) di Inger Lise Rypdal, famosa attrice e cantante pop norvegese degli anni '70.

Nella scena esilarante in cui Petter, Roy e Dave crollano dalla soffitta e si riavvolge il nastro della loro storia, la colonna sonora è Møkkamann degli alfieri del norsk rock Dumdum Boys.

Il viaggio di Mikkel verso la baita è scandito dalle note di Gi meg fri ikveld degli storici rockabilly Vazelina Bilopphøggers.

Dopo il flash forward con i successi di Lars e Lisa accompagnati da Kontroll på kontinentet dei Kaizers Orchestra, nel finale, sui titoli di coda, tornano i Dumdum Boys con Så som så.

I tatuaggi di Roy

Roy, come è evidente sin da quando cambia i vestiti, è un neo-nazista antisemita. Ha il corpo cosparso di tatuaggi di svastiche e croci celtiche. Sulle braccia, oltre ad un Hitler zombie come quello di Dead Snow, ha tre rune: Hagalaz, Othila e un'Algiz rovesciata.

L'Othila in particolare è utilizzata nei movimenti neo-nazisti come simbolo delle radici, della terra e di appartenenza alla razza ariana.

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Andre Eriksen in una scena del film The Trip
Le rune sulle braccia dell'idiota neo-nazista Roy

L'auto "da omosessuali"

Quando Mikkel fugge dall'ospizio, prende la macchina dell'infermiere Ahmed. Si accorge presto che quella "puttana ciucciabenzina" è in realtà un'auto elettrica: la Nissan Leaf.

Lo stupendo papà di Lars è un uomo all'antica e ha le idee chiare: quel capellone "ecologista di merda" di Ahmed che ha comprato una macchina del genere dovrebbe "andare a scoparsi un albero".

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Nils Ole Oftebro in una scena del film The Trip
Mikkel alle prese con un'auto elettrica

Il conduttore del talk show

Alla fine del film, Lars e Lisa concedono un'intervista ad un programma televisivo. Il conduttore non è un attore: è Fredrik Skavlan e interpreta sé stesso.

Il "David Letterman norvegese" presenta ogni venerdì sera Skavlan, il talk show più visto in Scandinavia.

Gli stunt spettacolari

Lo stunt coordinator del film è Kristoffer Jørgensen, veterano stuntman e regista di seconda unità norvegese, fondatore della Nordic Stage Fight Society (NSFS), l'organizzazione che promuove "l'arte del combattimento drammatico".

Jørgensen è maestro d'armi, cintura nera di Aikido e due volte campione del mondo di scherma artistica. Lo stunt è l'unico norvegese della Taurus Academy, l'organizzazione che ogni anni assegna gli Oscar alle migliori sequenze e acrobazie d'azione e di combattimento. Uno specialista perfetto per un divertimento sanguinoso come quello di The Trip.

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