The Walking Dead: la fan che perse 40 chili per somigliare a Michonne

Autore: Redazione NoSpoiler ,

Siamo abituati al fatto che una star perda o prenda peso per interpretare un ruolo importante, vedi Robert De Niro di Toro Scatenato o Renée Zellweger de Il diario di Bridget Jones. Capita anche di leggere che un attore dimagrisca molto per motivi non strettamente legati ad un’interpretazione, vedi

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Ma di certo stupisce sentire di una persona comune che, grazie al traino di un fenomeno mediatico di successo, abbia dato una svolta importante alla propria vita tornando a prendersi cura di sé e del proprio corpo. È questo il caso di Siobhan Maccow, una londinese di 27 anni che ha deciso di perdere ben 40 chili per assomigliare al suo personaggio preferito di The Walking Dead: Michonne.

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La ragazza, che era arrivata a pesare 111 chili, è passata in due anni da una taglia 52 ad una 44. La molla che l’ha convinta ad emulare la bella spadaccina di TWD è stata una domanda molto semplice: se ci fosse davvero un’apocalisse zombie, come potrei scappare da un’orda di vaganti o sopravvivere in generale senza riuscire a correre e muovermi velocemente? Un dilemma del tutto teorico visto che, come ben sappiamo, ci sono almeno 7 motivi per cui The Walking Dead non potrebbe esistere nella realtà. Ma è bastato per motivare la donna ad allenarsi in palestra e a seguire un’alimentazione più sana.

Si tratta solo di una fan molto suggestionabile o di qualcuno in cerca di pubblicità? Al di là di ogni speculazione, almeno di una cosa siamo sicuri: The Walking Dead fa bene alla salute. E i suoi personaggi sono così ben caratterizzati da essere anche d’ispirazione.

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Come finisce Decision to Leave, il film e il caso spiegato

Confuso dal finale di Decision to Leave? Leggi la spiegazione del caso poliziesco e di quanto succede nella scena finale in questo approfondimento.
Autore: Elisa Giudici ,
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Confusi dal finale di Decision to Leave? È comprensibile. Il film di Park Chan-wook infatti porta lo spettatore nei meandri di un’investigazione poliziesca complessa, con tanto di salto temporale a metà film. Non solo: c’è un’ulteriore evoluzione rispetto alla prima investigazione, senza dimenticare un finale tutto da decifrare.

C’è molto da scoprire insomma in un film bellissimo ma che richiede molta attenzione allo spettatore, come anticipato nella recensione di Decision to Leave.

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