I momenti epici di The Walking Dead, N.16: Michonne e la figlia del Governatore

Autore: Chiara Poli ,

Non poteva che essere lei. Non poteva che essere Michonne a trovare Penny, la figlioletta zombie del Governatore. L’uomo che odia, tortura e massacra gli zombie... Eppure ne nutre una perché incapace di capire che non è più la sua bambina. Il gesto di Michonne in The Walking Dead, che pone fine alla non-vita di Penny, è infinitamente più umano del trattamento riservatole dal padre fino a quel momento.

In questa sequenza, tratta dal finale di mezza stagione di #The Walking Dead 3, emergono con chiarezza i due atteggiamenti opposti delle persone di fronte agli zombie. La follia del #Governatore, con il suo acquario di teste e le sue menzogne, i suoi omicidi a sangue freddo e le sue assurde ambizioni, si contrappone al buonsenso e all’umanità di Michonne.

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Non la conosciamo ancora molto bene, dopo il primo incontro avvenuto nello scorso finale di stagione, ma sappiamo già tutto ciò che dobbiamo: Michonne è una persona razionale, ma anche sensibile. Una persona la cui umanità, appunto - nonostante tutto ciò che ha vissuto - non è stata cancellata dall’apocalisse.

L’intera serie contrappone persone come il Governatore, uomini deboli incapaci di affrontare il nuovo mondo, a persone come Rick e Michonne. Fin dall’episodio pilota.  Morgan Jones, per esempio, pagherà a caro prezzo la mancanza di coraggio che gli impedisce di porre fine all’esistenza di quella che una volta era sua moglie.

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La stessa cosa accade al Governatore.

Dopo questa lotta disperata, uno dei corpo a corpo fra i più violenti dell’intera serie, solo l’arrivo di Andrea impedisce a Michonne di fare ciò che andava fatto. Incredula e sconvolta dal vedere la sua più cara amica puntarle contro una pistola, Michonne rinuncia e se ne va.

Il Governatore è salvo. Ha perso un occhio, ma è vivo e vegeto. Cosa che costerà molto, molto cara a tutti. Parecchie persone moriranno a causa sua. A causa, in realtà, della decisione irrazionale di Andrea, anch'ella incapace di vedere la realtà. Incapace di riconoscere un folle assassino quando ne vede uno.

Fermando Michonne, Andrea condannerà anche se stessa, attribuendo alla guerriera che le aveva salvato la vita un’investitura morale ancora più alta: Michonne sapeva cosa andava fatto. Era nel giusto. Resterà sempre fra i giusti.

Impedirle di andare fino in fondo, lasciando il Governatore senza un occhio e il mondo in balia di un pazzo, sarà un errore irrimediabile...

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Mercoledì come Harry Potter: 5 somiglianze tra serie e film

Più Addams o più Potter? Sono tanti i passaggi della serie Mercoledì che ricordano da vicino la storia del maghetto di J.K. Rowling. Scopriamoli insieme.
Autore: Elisa Giudici ,
Mercoledì come Harry Potter: 5 somiglianze tra serie e film

Sulla carta d’identità c’è scritto Addams, ma c’è più di un punto d’incontro con la famiglia Potter, la più celebre del mondo magico. Avevate notato le tante somiglianze tra la serie Netflix e la saga di Harry Potter? In parecchi spettatori hanno commentato sui social come la storia di Mercoledì così come raccontata da Tim Burton ricorda in molti passaggi quella della permanenza di Harry Potter a Hogwarts. Come già anticipato nella recensione della prima stagione di Mercoledì, questa versione rivede sotto una nuova luce l’intera storia della famiglia Addams, a partire da quella della primogenita Mercoledì.

Semplice omaggio, lecita e inconscia fonte d’ispirazione da parte di una delle storie fantasy più amate di tutti i tempi o qualcosa in più? Ripercorriamo insieme i numerosi punti d’incontro tra la storia di Mercoledì e quella di Harry Potter, per farci un’idea a riguardo.

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