The Walking Dead - Nel cuore di Negan: backstage finale di stagione

Autore: Chiara Poli ,

"E' una delle entrate in scena più significative di sempre"

Andrew Lincoln definisce così l'atteso arrivo di Negan, "il" cattivo che rimette tutto in gioco.

Dopo essersi fatto attendere a lungo, preparando il terreno a dovere - ma non abbastanza perché Rick non lo sottovalutasse - Negan è arrivato. E negli ultimi, terribili dieci minuti del finale di stagione ha riscritto la storia di #The Walking Dead.

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In questo esclusivo dietro le quinte, i membri del cast artistico e tecnico della serie parlano del potenziale emotivo dell'ultimo episodio della sesta stagione.

Rick e i suoi cercano di raggiungere Hilltop perché Maggie ha urgente bisogno del loro medico. Ma tutte le strade sono bloccate, e a ogni blocco i Salvatori sono sempre più numerosi e più agguerriti.

Negan nel finale di stagione di The Walking Dead 6
Negan nell'episodio 6x16: L'ultimo giorno sulla Terra

La "catena umana" di zombie, in particolare, come sottolineano nel video, mostra come Negan stia giocando con Rick come il gatto col topo.

Gli effetti personali di Michonne, Daryl e gli altri, messi addosso agli zombie, rappresentano il sadismo di Negan, e la sua volontà di torturare psicologicamente l'avversario. Per metterlo in ginocchio.

E ci riesce, naturalmente: per la prima volta #Rick Grimes, il leader che ha superato situazioni impossibili (ricordate Joe?), capisce di essere impotente. Piccolo. In un mondo più grande... Dominato da Negan.

Negan rappresenta il business. Per questo è così pericoloso: in un mondo senza più elettricità e denaro, il business - baratto, estorsione, sfruttamento: ha tante forme - torna prepotentemente alla ribalta.

L'avidità è la caratteristica che l'uomo si porta dietro, da sempre. E su questo Negan ha costruito il suo impero: tutti, nel nuovo mondo, lavorano per lui.

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In questo senso, Negan rappresenta la figura del gangster nel cinema classico: l'uomo d'affari che tortura e uccide ma lo fa senza che ci sia "niente di personale".

The Walking Dead: episodio 6x16 finale di stagione
The Walking Dead: Rick e gli altri inginocchiati davanti a Negan

Le sue regole si basano sull'unica necessità: piegare gli altri all'obbedienza, per poter contare sul frutto del loro lavoro. E quando Rick s'inginocchia, gli altri lo imitano.

Anche noi finiamo inginocchiati al cospetto di Negan (ripreso sempre dal basso proprio perché ci siamo anche noi, lì, in fila con Rick e gli altri sopravvissuti).

Negan ci confonde, ci terrorizza, gioca con noi. Punta Lucille verso gli uomini e le donne che amiamo, minacciando le loro vite. E poi, subito dopo che un'ombra sul viso di Rick ci indica la direzione in cui si muove, colpisce.

Colpisce. E colpisce ancora.

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Il suono terribile di Lucille che si abbatte sul malcapitato ci accompagnerà fino a ottobre. Forse, lo farà per sempre.

Perché il mondo adesso è più grande. Ed è proprietà di Negan.

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Nostalgia: perché il cinema italiano è Favino-dipendente?

Nostalgia di Martone è l'ennesimo film che si affida al talento di Pierfrancesco Favino: perché il cinema italiano non riesce a fare a meno di lui?
Autore: Elisa Giudici ,
Nostalgia: perché il cinema italiano è Favino-dipendente?

Già nel 2007 la serie Boris fotografava la dipendenza del cinema italiano da Pierfrancesco Favino. La "fuoriserie italiana" non a caso è un grande specchio del mondo culturale e cinematografico italiano: ha dimostrato in innumerevoli occasioni di prevedere il futuro con precisione stupefacente, rivelandosi sempre più amaramente attuale ogni anno che passa. 

Nella terza stagione di Boris, il personaggio del comico Martellone spiega di non essere riuscito a ottenere alcuna parte di rilievo in tempi recenti a causa di Pierfrancesco Favino, che fagociterebbe tutte le parti importanti e interessanti a disposizione. Quindici anni dopo questa scena di Boris è più attuale che mai. Basta pensare che due dei ruoli maschili più ficcanti e di pregio presenti nei film italiani inviati al Festival di Cannes nelle ultime edizioni - quello di Felice in Nostalgia di Mario Martone e quello di Tommaso Buscetta nel film di Marco Bellocchio Il traditore (2019) - sono interpretati proprio da Favino.

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