Trailer del film Il Colpevole - The Guilty, vincitore del Premio del pubblico al Sundance Film Festival

Autore: Tanina Cordaro ,

Il Colpevole  - The Guilty è il primo lungometraggio del giovane regista svedese Gustav Moller, un thriller carico di suspense che è riuscito a conquistare una candidatura agli Oscar come miglior film straniero e a vincere il Premio del pubblico al Sundance Film Festival.

L’idea originale del film è stata ispirata da una telefonata reale, effettuata al 911, da una donna che era stata sequestrata. Seduta in auto accanto al suo rapitore, la donna era costretta a parlare in codice. La storia ha convinto il regista a realizzarne una sceneggiatura, e a farne un film capace di fornire ad ogni singolo spettatore un’esperienza assolutamente unica.

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La locandina del thriller Il Colpevole - The Guilty

Il thriller mette in scena la storia dell’ufficiale di polizia Asger Holm (Jakob Cedergren). Retrocesso a operatore telefonico ad un centralino per le emergenze dopo essere stato accusato di omicidio, l’agente è in attesa del processo che determinerà il suo destino. Durante una normale giornata al centralino, riceve la chiamata di Iben (Jessica Dinnage), una donna in lacrime che dichiara di essere stata rapita.

Costretto a rimanere nella stazione di polizia, Asger dovrà mettere in pratica tutte le sue abilità per poter risolvere il caso. Quando la conversazione improvvisamente si interrompe, comincia la ricerca della donna e del suo sequestratore. Presto però comprende di avere di fronte un crimine ben più grave di quanto inizialmente pensasse.

La performance ad alta tensione dell’attore Jakob Cedergren è assolutamente elettrizzante: intrighi e crimini sono infatti gli ingredienti principali di alcune delle serie TV di successo che lo hanno visto come protagonista, da Loro uccidono a Omicidi a Sandhamn.

Se ansia e tensione è ciò che cercate, Il Colpevole fa per voi!   

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Autore: Francesca Musolino ,
La depressione dei lavoratori Marvel per la Saga del Multiverso è più che giustificata

Da oltre un decennio attraverso il Marvel Cinematic Universe, ci siamo appassionati nel vedere anche sullo schermo i supereroi di carta, che da sempre ci hanno regalato grandi emozioni con le loro storie a fumetti.
Tanti racconti diversi, su quelle che da semplici persone comuni, per svariati motivi da un giorno all'altro si sono ritrovate ad avere superpoteri e abilità particolari.
Ed ecco quindi che possiamo vedere Iron Man sfrecciare nel cielo con le sue armature, Thor mentre si teletrasporta da un mondo all'altro, Wanda che altera la realtà costruendo scenari immaginari e Wasp che si rimpicciolisce o ingrandisce ogni volta che una situazione lo richiede.
Ma affinché tutto questo sia possibile, dietro c'è un grande lavoro fatto da altri tipi di eroi: gli eroi invisibili.

Come spettatori, siamo da sempre abituati a ricevere il prodotto finito, giudicando solo ciò che vediamo sullo schermo.
Ma poche volte ci soffermiamo a domandarci quante persone, quante ore di lavoro, quanti sacrifici siano stati impiegati su ogni singolo pixel; perché un puzzle, per essere completo, ha bisogno di ogni suo pezzo al posto giusto.
Questa è una regola che vale in ogni ambiente e in ogni contesto. Ma purtroppo l'era del consumismo ci ha abituati a essere troppo superficiali; e con la scusante de "il cliente ha sempre ragione", valutiamo soltanto i contenuti finali, senza mai fare un percorso a ritroso per capire la storia che c'è dietro a quel contenuto. 
Ed è proprio sul binomio domanda-offerta che ruotano il mondo dell'economia e di tutti i settori annessi, incluso quello dell'intrattenimento. Perché è chiaro che se il consumatore non ottiene ciò che vuole, si rischia un flop; e di conseguenza, va sempre accontentato.

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