Watchmen, le risposte alle domande più brucianti dopo il primo episodio della serie

Autore: Marcello Paolillo ,
Copertina di Watchmen, le risposte alle domande più brucianti dopo il primo episodio della serie

Lo scorso 20 ottobre, la serie TV targata HBO Watchmen ha finalmente fatto il suo debutto ufficiale.

Il primo episodio ha confermato che lo show non sarà un riadattamento della graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons - apparsa sul grande schermo nel film diretto da Zack Snyder e uscoto nel 2009 - bensì un vero e proprio sequel ambientanto in un 2019 di un universo alternativo al nostro..

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La storia si svolge infatti nel presente: le forze di polizia sono costrette a indossare maschere per svolgere i loro compiti di difesa del cittadino, con Robert Redford (l'attore) divenuto presidente degli Stati Uniti e l'antagonista Adrian Veidt (noto come Ozymandias) dato ufficialmente per morto dalla stampa nazionale.

Il creatore Damon Lindelof ha però solamente "dato il la" ad una visione ben più ampia e non completamente staccata dal mondo di Moore e Gibbons, visto e considerato il gran numero di quesiti, Easter Egg e riferimenti più o meno evidenti innestati nel primo episodio.

HBO
Un'immagine di Angela Abar nella serie Watchmen

Cos'è il massacro di Tulsa?

Lo show prende il via nella cittadina di Tulsa, nello Stato dell'Oklahoma del 1921. All'interno di un cinema, un bambino di colore di nome Will Reeves sta guardando un serial muto sullo sceriffo nero Bass Reeves, mentre la madre accompagna al pianoforte le immagini che appaiono sullo schermo. D'improvviso, la cittadina viene messa a ferro e fuoco da un gran numero di cittadini bianchi, con la madre che riesce però a fuggire agli scontri assieme al figlio e al marito. La coppia, poi, affida il piccolo a una coppia di amici, che intende scappare dal pericolo con un'auto.

Poco dopo il piccolo si risveglia in un campo, con in tasca un foglietto donatogli dal padre che recita “Prendetevi cura di questo ragazzo”. Al fianco del giovane vi sono i due adulti, distesi sull’erba e ormai privi di vita, assieme a una neonata (o neonato) che piange disperatamente, scampata anch'essa al massacro. Con la creaturina avvolta nella bandiera americana, il piccolo cammina nella notte verso il suo destino.

Perché scegliere un prologo così "forte" come i tumulti razziali di Tulsa, avvenuti realmente fra il 31 maggio e il 1º giugno del 1921? Si tratta chiaramente di un promemoria atto a ricordarci che la nostra realtà non è poi così diversa da quella mostrata in Watchmen, specie per quanto riguarda le tematiche legate agli incidenti di violenza a sfondo razzista nell'intera storia degli Stati Uniti d'America. Nella serie il problema è ancora ben presente e infesta la società.

Quale riferimento al razzismo?

La storia ci porta poi a quasi un secolo di distanza, in un 2019 alternativo in cui il presidente degli Stati Uniti è Robert Redford e la polizia è una squadriglia di vigilanti che agisce rigorosamente a volto coperto, quasi fossero veri e propri supereroi assunti dallo Stato. Nelle forze dell'ordine, poi, ci sono alcuni elementi di spicco: abbiamo infatti Red Scare, Looking Glass e Sister Night, personaggi senza un passato (e apparentemente senza superpoteri).

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Lindelof non ha mai nascosto di aver preso spunto da "The Case for Reparations", un saggio che il giornalista di colore Ta-Nehisi Coates scrisse per l’Atlantic, ottenendo grande popolarità. Nell’articolo, Coates menzionava il massacro di Tulsa del 1921 e l’esistenza e la distruzione della “Black Wall Street” (Il distretto economico di Tulsa in Oklahoma, all'epoca riservato alla popolazione afroamericana).

Coates ha quindi saputo raccontare la complessità della discussione sul razzismo, specie durante la prima presidenza nera degli Stati Uniti (con Barack Obama) e con la successiva nascita del movimento Black Lives Matter, nato per contrastare la violenza della polizia sui neri.

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HBO
Un'immagine della Settima Cavalleria in Watchmen

Cos'è la Settima Cavalleria?

Nel presente alternativo di Watchmen i supereroi sono fuorilegge e la polizia è una squadriglia di vigilanti che agisce a volto coperto. La misura cautelare è nata in seguito all’evento noto come “Notte Bianca”, una strage di poliziotti compiuta nella mezzanotte di Natale di tre anni prima da parte di un gruppo di suprematisti bianchi che si fa chiamare la Settima Cavalleria.

L’organizzazione, che ha preso il vigilante Rorschach come modello di riferimento (indossando l'iconica maschera e imitando i suoi modi "rudi") è tornata in attività e ha in mente qualcosa di terribile. Nel primo episodio dello show, vediamo proprio un uomo mascherato con il cappuccio di Walter Joseph Kovacs che uccide un poliziotto a sangue freddo e scatena la rappresaglia delle forze di polizia. Ancora non sappiamo fin dove i suprematisti bianchi saranno in grado di spingersi con le loro azioni, ma è qualcosa che riguarda delle vecchie batterie da orologio, quelle "del vecchio tipo, con il litio sintetico, quelle che facevano ammalare le persone".

Ultimo, ma non meno importante: la Settima Cavalleria prende il nome anche dall'attuale 7º Reggimento di cavalleria, un'unità dell'esercito degli Stati Uniti d'America costituita nel 1866 e nota per essersi "immolata" contro gli indiani nella battaglia di Little Big Horn. Non è una scelta casuale.

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Jeremy Irons/Ozymandias è morto?

Nel fumetto di Watchmen, dopo aver ingerito dell'hashish, Adrian Veidt ha delle visioni e decide di mettere le sue capacità fisiche straordinarie al servizio del bene, diventando un supereroe con il nome di Ozymandias.

Nella serie, Ozymandias (interpretato da Jeremy Irons) è stato dichiarato morto dai giornali. Ben presto, però, scopriamo che questi è vivo e vegeto e soggiorna apparentemente in una lussuosa villa di campagna, circondato dai suoi domestici. Questi, per il suo compleanno, gli regalano un orologio da taschino, oltre a donargli un ferro di cavallo che Adrian dovrebbe usare a mo' di coltello per tagliare la torta (impastata con un favo).

Veidt rivela inoltre di aver scritto un testo teatrale che vede i domestici della casa come veri e propri attori, chiamato The Watchmaker’s Son (ossia, Il figlio dell’orologiaio). Non sappiamo ancora come e in che modo Ozymandias si interfaccerà con gli eventi che vedremo nei restanti episodi della serie. L'unica cosa certa, è che Adrian Alexander Veidt è una bomba pronta a esplodere da un momento all'altro.

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Un'immagine di Jeremy Irons nella serie Watchmen

Perchè la pioggia di calamari?

Durante il primo episodio, assistiamo a un vera e propria pioggia improvvisa di baby calamari, la quale paralizza il traffico cittadino. Sorprendentemente, lo strano evento viene percepito in maniera del tutto normale dalla popolazione, tanto che i calamari sembrano avere un valore ben preciso all'interno della società (nella classe dove è ospite Abar si nota infatti un poster in cui è illustrata l’anatomia di un calamaro).

Da dove deriva questa "passione" per i molluschi? Presumibilmente, la volontà degli sceneggiatori è quella di collegare la serie al finale della mini saga a fumetti, in cui un enorme mostro dalle fattezze simili a un calamaro provocava la morte di centinaia di migliaia di persone, interrompendo le gravi tensioni politiche tra Stati Uniti d'America e Russia. A quanto pare, la figura del calamaro è ancora un elemento piuttosto importante del mondo distopico di Watchmen.

Dov'è il Dottor Manhattan?

Un tempo fisico nucleare, Jon Osterman si è trasformato in qualcosa di diverso dopo un incidente durante un esperimento. Jon è infatti divenuto un essere dalla pelle blu, l'unico eroe con superpoteri reali e spaventosi. Il Dottor Manhattan è infatti in grado di vedere le cose al di fuori del tempo e dello spazio, tanto da avvicinarsi a una vera e propria divinità.

Nella serie il dottore sembra essere finito sul pianeta Marte, con molta probabilità un collegamento diretto al capitolo finale del fumetto di Watchmen, nel quale Manhattan decide di abbandonare la Terra per trovare la pace e la quiete sul pianeta rosso. Ma se improvvisamente avesse nostalgia di casa?

Fonte: Vulture/Collider

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