What Did Jack Do?: parliamo del nuovo corto di David Lynch

Autore: Antonio Preziosi ,
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Nel giorno del suo 74esimo compleanno, l'iconico regista David Lynch ha rilasciato un cortometraggio intitolato What Did Jack Do?

Per i più attenti, l'uscita di questo video non è proprio una sorpresa. In un'intervista del 2014 a The Guardian, Lynch aveva infatti dichiarato: 

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In questo momento principalmente sto scrivendo: ho un dipinto in corso e sto costruendo una sedia. Adoro costruire cose e questa è per un film sulle scimmie. Sto lavorando con una scimmia di nome Jack e [il suo progetto] salterà fuori prima o poi. Non è uno scimpanzè, ma una scimmia venuta dal Sud America.

David Lynch interpreta un detective impegnato nell'interrogare una scimmia cappuccina di nome Jack Cruz, sospettata di omicidio.

Non è stato reso noto il nome del doppiatore di Jack, ma si vocifera che si tratti di Lynch. Lo stesso vale per la bocca che è stata sovrapposta sulla parte inferiore del volto della scimmietta.

Il periodo storico

Non si conosce esattamente il periodo in cui è ambientato il cortometraggio, ma un dettaglio può aiutarci: la sigaretta. Il periodo temporale degli eventi potrebbe essere antecedente alla legge antifumo negli spazi chiusi in America (nel 1975, Arizona, Connecticut e Minnesota attuarono le prime politiche negli Stati Uniti che imponevano che alcuni luoghi pubblici fossero liberi dal fumo).

La probabile ambientazione è invece un bar, visto l'arrivo di una cameriera a servire il caffè.

Questa bevanda nell'universo Lynchiano è spesso ricorrente, basti pensare alla serie Twin Peaks o al film Elephant Man.

In un'intervista a cura di VICE, David Lynch racconta cos'è per lui un bad coffee: 

Una brutta tazza avrà un sapore acido e amaro. C'è sempre un buon sapore nascosto da qualche parte, ma l'acido e l'amarezza lo rovinano. È molto frustrante prendere una brutta tazza quando brami una tazza di caffè.

Ci auguriamo per la scimmietta che il caffè sia davvero buono, perché potrebbe essere l'ultimo che berrà.

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Un altro dettaglio che arriva in nostro aiuto sull'ambientazione è l'utilizzo del bianco e nero alla Eraserhead (sempre del regista), che restituisce al corto una sensazione di inquietudine e tempi andati.

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Un'altra realtà

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La realtà in cui vivono i due personaggi non è la nostra stessa realtà, ma un mondo in cui persone e scimmie (ma non tutti gli animali, se si pensa al pollo) hanno una coscienza ed intelligenza alla pari, con pregi e difetti.

Jack: Chi crederà a un orango?

Il tono della conversazione tra i due è sempre sul filo del rasoio anche se nessuno dei due esplode realmente. Si nota certamente un forte disagio da parte di Jack, per il modo in cui viene provocato dal detective, che invece ha il coltello dalla parte del manico.

E se fosse tutto un sogno lucido?

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I dialoghi sono sconnessi, surreali, bizzarri, colmi di giochi di parole, contengono molteplici significati nascosti e ricordano le logiche del sogno: 

Detective: Io non bluffo.

Jack: Sì,e non fumi nemmeno.

Questa porzione di dialogo ricorda quello che accade spesso all'onironauta, ovvero il sognatore cosciente di stare sognando. Nel caso del detective, non si rende conto di quello che è il dettaglio del potenziale salto per essere coscienti nel sogno. Se i due si trovano in un sogno, il detective nella realtà potrebbe non essere un fumatore e la scimmia potrebbe non bere caffè. Se si fossero accorti di questo dettaglio, avrebbero potuto non essere parte del sogno ma controllare e plasmare (in base a chi dei due è il sognatore e chi il personaggio) l'intero sogno, secondo le proprie regole. 

David Lynch a.k.a il quasi One Man Band

In questo cortometraggio, Lynch non è soltanto il protagonista ma è accreditato come regista, sceneggiatore, scenografo, montatore, supervisore del suono e compositore della colonna sonora, mentre la fotografia è a cura di Scott Ressler. Nel corto è presente la canzone True Love's Flame di David Lynch e Dean Hurley. Oltre David Lynch e alla scimmietta, gli altri membri del cast sono Toototabon (il pollo, nel ruolo di sé stesso), la cameriera e moglie di David Lynch, Emily Stofle.

Ovviamente le teorie riguardo What Did Jack Do? sono molteplici. Qual è la vostra?

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Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza [RECENSIONE]

Leggi la recensione del lungometraggio Blonde dedicato alla vita di Marilyn Monroe, disponibile su Netflix dal 28 settembre 2022.
Autore: Giuseppe Benincasa ,
Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza [RECENSIONE]

La prima cosa da sapere prima di guardare su Netflix Blonde è che questo è in tutto e per tutto un film e non un documentario sulla vita di Marilyn Monroe. Quindi i fatti, narrati dallo sceneggiatore e regista Andrew Dominik e basati sul romanzo omonimo di Joyce Carol Oates, "prendono in prestito" dalla vita della bionda più famosa del cinema alcuni momenti di vita personale e pubblica. Su di essi è stata costruita una storia drammatica e in parte sconvolgente, soprattutto per chi si è sempre fermato all'abbagliante immagine di Marilyn Monroe senza documentarsi oltre.

Blonde ha lo scopo di portare alla luce la doppia vita di Marilyn: la star bella e appariscente e la donna estremamente fragile che le ha dato vita. Marilyn Monroe nasce come Norma Jeane ma le due personalità sono completamente all'opposto, separate da pensieri, atteggiamenti e parole. Norma è una bambina cresciuta senza un padre e con una madre rancorosa, lei è sempre stata una donna sola mentre Marilyn è sempre stata circondata da ammiratori, fotografi e amanti. Norma Jeane non ha mai avuto un vero e proprio disturbo dissociativo della personalità, o almeno non le è mai stato diagnosticato, ma il distacco emotivo vissuto da Norma verso Marilyn è stato sempre più forte e forse decisivo anche nella sua dipartita.

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