What We Do in the Shadows: parata di star (da Oscar) nell'episodio 7

Autore: Chiara Poli ,
Copertina di What We Do in the Shadows: parata di star (da Oscar) nell'episodio 7

Ho letto un articolo di un giornalista americano che paragonava il film #What We Do in the Shadows alla serie che gli stessi autori ne hanno tratto.

Secondo l'autore, i vampiri del film risultavano più efficaci in termini di comicità rispetto a quelli del piccolo schermo.

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Dissento: nonostante la riuscita del film - che di fatto getta le basi per tutti gli elementi più importanti nella serie - il trio composto da Nandor (Kayvan Novak), Nadja (Natasia Demetriou) e Laszlo (Matt Berry) resta imbattibile... Fino a quando, a sorpresa, arriva un episodio in cui ci sono anche loro, i vampiri del film.

E guest star da Oscar.

Il processo: tornano Viago, Vladimir e Deacon

Il settimo episodio della prima stagione ruota attorno al processo subito dai nostri per la morte del Barone - che, ricorderete, venne accidentalmente carbonizzato dalla luce del sole dall'arrivo di un festante Guillermo (Harvey Guillén).

Convocati da una spettacolare Kristen Schaal (l'indimenticabile Carol di The Last Man on Earth) in versione bionda e svolazzante, Nandor, Nadja e Laszlo si ritrovano al cospetto con Consiglio che deciderà delle loro vite. E le sorprese lasciano a bocca aperta.

I creatori Taika Waititi e Jemaine Clement riprendono i loro ruoli del film, i vampiri Viago e Vladimir, insieme a Deacon (Jonny Brugh), che completava il trio originale.

Ma sono le altre guest star, inaspettate e non annunciate, a rendere questo episodio quello più cult di questa prima stagione.

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Tilda & gli altri

Il premio Oscar Tilda Swinton (Michael Clayton, I morti non muoiono, Grand Budapest Hotel) interpreta la vampira Tilda - il cui nome rende omaggio all'importante attrice - prendendosi in giro insieme a un nutrito gruppo di colleghi, che come lei manterranno i propri nomi per i personaggi e citeranno alcuni fra i loro ruoli più famosi.

Evan Rachel Wood (Westworld, True Blood, Ancora una volta) è l'algida, bellissima e spietata vampira Evan, Danny Trejo (Machete, Dal tramonto all'alba) è l'ispanico Danny mentre Paul Reubens (Legends of Tomorrow, Gotham, The Blacklist) interpreta Paul, con l'umorismo involontario che contraddistingue tutti i vampiri prescelti per giudicare gli altri.

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Chicca delle chicche, anche Wesley Snipes interpreta se stesso, o meglio uno dei suoi personaggi più famosi: il Diurno, per metà umano e per metà vampiro, protagonista della saga cinematografica di Blade.

FX
Il processo: What We Do in the Shadows 1x07
Il processo: l'episodio di What We Do in the Shadows ricchissimo di guest star

E poi c'è lui, Dave Bautista, il Drax de I guardiani della Galassia, l'unico a non avere il suo nome anche per il personaggio: interpreta, infatti, Garrett, uno dei due Guardiani all'ingresso della stanza in cui i protagonisti verranno messi di fronte al giudizio.

Accanto a lui c'è Vasilika, la guest star Alexandra Henrikson (Maniac, Towheads), che come Garrett si rivela essere una prigioniera.

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Il processo è davvero una parata di star, che ha dimostrato come non solo pubblico e critica ma anche i colleghi attori apprezzino la qualità di What We Do in the Shadows, iniziando a fare a gara per un ruolo che li annoveri fra i partecipanti a una serie destinata a riscuotere sempre più consensi.

What We Do in the Shadows

Oltre alle molte curiosità sulla serie che abbiamo già scoperto insieme, What We Do in the Shadows ha altro da raccontarci: 2 nomination agli Emmy (per categorie tecniche, ma essendo l'anno del debutto non mi lamenterei), un'altissima media di voti su IMDb (8,4 per quasi 16.000 utenti, a riprova del grande apprezzamento del pubblico), ottime recensioni su Rottentomatoes e naturalmente il rinnovo per la seconda stagione, che arriverà nel 2020, negli USA sempre su FX.

Senza dimenticare che il regista, attore, sceneggiatore e produttore (nonché interprete di Viago e autore del film) Taika Waititi, già nominato agli Oscar nel 2005 per il cortometraggio Two Cars, One Night e apprezzatissimo regista di Thor: Ragnarok ha appena conquistato una doppia nomination ai Golden Globes.

L'ha raccontato con orgoglio, con questo tweet dedicato a Jojo Rabbit, il film che ha scritto, diretto e prodotto per raccontare la storia di un bambino, fervente seguace di Hitler nella Germania nazista, che scopre come la madre stia nascondendo una ragazzina ebrea nella loro casa.

Con la pungente satira che contraddistingue il suo lavoro, Waititi - che interpreta Adolf in prima persona - porta la commedia nel dramma della guerra e della persecuzione, per ricordarci come sia facile trovarsi alle prese con un mondo che, da un giorno all'altro, capovolge il proprio senso...

What We Do in the Shadows continuerà a fare affidamento su un team tecnico e artistico di primissima qualità, mentre le aspiranti guest stars continueranno ad arrivare a frotte. Potete scommetterci...

Ogni giovedì sera, solo su FOX!

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Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza [RECENSIONE]

Leggi la recensione del lungometraggio Blonde dedicato alla vita di Marilyn Monroe, disponibile su Netflix dal 28 settembre 2022.
Autore: Giuseppe Benincasa ,
Blonde, il film su Marilyn Monroe è un'esperienza [RECENSIONE]

La prima cosa da sapere prima di guardare su Netflix Blonde è che questo è in tutto e per tutto un film e non un documentario sulla vita di Marilyn Monroe. Quindi i fatti, narrati dallo sceneggiatore e regista Andrew Dominik e basati sul romanzo omonimo di Joyce Carol Oates, "prendono in prestito" dalla vita della bionda più famosa del cinema alcuni momenti di vita personale e pubblica. Su di essi è stata costruita una storia drammatica e in parte sconvolgente, soprattutto per chi si è sempre fermato all'abbagliante immagine di Marilyn Monroe senza documentarsi oltre.

Blonde ha lo scopo di portare alla luce la doppia vita di Marilyn: la star bella e appariscente e la donna estremamente fragile che le ha dato vita. Marilyn Monroe nasce come Norma Jeane ma le due personalità sono completamente all'opposto, separate da pensieri, atteggiamenti e parole. Norma è una bambina cresciuta senza un padre e con una madre rancorosa, lei è sempre stata una donna sola mentre Marilyn è sempre stata circondata da ammiratori, fotografi e amanti. Norma Jeane non ha mai avuto un vero e proprio disturbo dissociativo della personalità, o almeno non le è mai stato diagnosticato, ma il distacco emotivo vissuto da Norma verso Marilyn è stato sempre più forte e forse decisivo anche nella sua dipartita.

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