Zero: la serie italiana di Netflix è la storia di un supereroe (suo malgrado) che racconta una nuova normalità

Autore: Silvia Artana ,
Netflix
3' 38''
Copertina di Zero: la serie italiana di Netflix è la storia di un supereroe (suo malgrado) che racconta una nuova normalità

Omar è un ragazzo nero nato a Milano, che vive nel quartiere di periferia del Barrio, disegna manga, consegna pizze per realizzare il sogno che ha nel cassetto e si sente come "l'uomo invisibile". Nessuno lo vede e quando qualcuno lo fa, lo scambia per chi non è. Ma tutto sommato, a Omar va bene così. Fino a che diventa invisibile per davvero e il mondo si accorge di lui. Da quel momento, tutto cambia. Omar emerge dalla sua vita "sottotraccia" e si mette in gioco sul serio e per la prima volta. 

All'apparenza, la storia di Zero assomiglia a tante altre. E in effetti, è così. La nuova serie italiana in 8 episodi di Netflix, in streaming dal 21 aprile 2021, ha i piedi ben piantati nella realtà, in un quotidiano vicino e riconoscibile. Lo stesso Omar lo dice: lui non è speciale, è uno come tanti. Ma è proprio a questo punto che la narrazione subisce uno scarto e Zero diventa una storia universale sulla scoperta e l'affermazione di sé, una sorta di favola moderna che racconta cosa significa essere giovani e sentirsi "diversi", non una ma due volte, in un mondo di adulti e in una società piena di pregiudizio.

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Zero Zero Un ragazzo con il potere dell'invisibilità è coinvolto nel tentativo di un piccolo criminale d'imporsi nel quartiere e conosce una misteriosa studentessa d'arte. Apri scheda

Un racconto personale di amicizia e identità

Zero è liberamente ispirata al romanzo Non ho mai avuto la mia età di Antonio Dikele Distefano e c'è molto dell'autore nella vicenda e nel personaggio di Omar. La serie Netflix non è un "compitino", una storia furba per accattivarsi il pubblico parlando di integrazione e di una nuova generazione, ma un racconto personale, uno sguardo sincero e leggero sulla giovinezza, i suoi grandi sogni e slanci e le sue altrettanto grandi paure e difficoltà.

L'ambizione di Zero è di essere l'inizio di una nuova normalità, dove a fare notizia non è il colore della pelle, ma sono i sentimenti. E la serie scritta da Antonio Dikele Distefano ci riesce con il suo linguaggio diretto, che racconta per quello che è una realtà che conosce bene, nella quale è immersa e da cui prende forma.

In questo contesto, l'elemento fantastico si inserisce in maniera naturale nella storia. Il potere dell'invisibilità di Omar fa parte dell'essenza del personaggio, della sua natura più intima, ed è origine e conseguenza di emozioni, legami ed eventi che cambiano la traettoria dell'esistenza del protagonista e del mondo che gli gravita intorno.

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La forza del gruppo e di un cast di attori giovani e "reali"

La forza di Zero sono il suo "realismo" e la sua natura corale. Omar, Anna, Sharif, Momo, Sara, Inno e Awa sono veri, sono i ragazzi che abitano le grandi città di oggi e che lottano alla ricerca di sé stessi e del proprio posto nel mondo, tra genitori di un'altra generazione, un'appartenenza sociale che crea identità e genera esclusione, la voglia di cambiare e la paura di non riuscirci o di non essere accettati.

Netflix
I protagonisti di Zero
Omar, Anna, Sharif, Momo, Sara e Inno in Zero

Il cast di giovani attori, alcuni alla prima esperienza davanti alla macchina da presa, a partire dal protagonista, Giuseppe Dave Seke, ha una grande parte di merito nel fare funzionare i personaggi e la storia e nel creare una corrente di empatia tra i protagonisti e gli spettatori. Ma se è innegabile che la serie creata da Menotti (uno degli autori di Lo chiamavano Jeeg Robot) è coinvolgente e spinge al binge watching (in virtù pure degli episodi da poco più di 20 minuti), è anche vero che presenta dei limiti evidenti.

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I limiti di Zero

Cos'è che impedisce alla produzione made in Italy di Netflix di spiccare il volo? Uno dei principali motivi è una certa ingenuità nel raccontare gli eventi, che si accompagna a una grande quantità di materiale, non sempre sviluppato nel modo migliore. 

Zero parte da una premessa originale e di grande potenziale, ma l'entusiasmo e la buona volontà non bastano. La serie centra solo in parte il suo (ambizioso) obiettivo di rappresentare un "punto zero" nella rappresentazone delle "nuove" generazioni di italiani, dell'inclusione e della multiculturalità e finisce per essere piuttosto un "esperimento zero", qualcosa che dimostra di poter funzionare, ma che ha bisogno di essere ripetuto, migliorato e perfezionato per farlo davvero.

Netflix
Zero: Omar
Omar è un supereroe suo malgrado in Zero

Gli elementi ci sono (compresa la trascinante colonna sonora, con due brandi inediti di Marracash e Mahmood), quello che va messo a punto è la formula per combinarli al loro meglio. E per trovarla, la pratica è l'unica strada. Chissà, magari con una stagione 2 di Zero...

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Commento

Nospoiler.it

65

Zero è un racconto personale su cosa significa essere giovani e sentirsi diversi. La serie è fresca e originale, ha buone premesse e molto entusiasmo, ma il risultato è centrato solo in parte.

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Articolo 1 di 10

Horizon Zero Dawn, su Netflix arriva la serie TV

Leggi del nuovo progetto dello showrunner di The Umbrella Academy, che sarebbe incentrato sul videogioco Horizon Zero Dawn.
Autore: Marco Manvati ,
Horizon Zero Dawn, su Netflix arriva la serie TV

Dopo l'annuncio della quarta e ultima stagione di The Umbrella Academy, lo showrunner della serie Steve Blackman e la sua compagnia di produzione Irish Cowboy hanno svelato di aver stretto un accorto pluriennale con Netflix per creare diversi contenuti, tra cui una serie live-action su Horizon Zero Dawn.



Il progetto sarà basato sul noto videogioco sviluppato dalla software house Guerrilla Games (si deve a loro la cover di questo articolo), di cui ne è uscito recentemente un secondo capitolo su PS4 e PS5. Oltre all'adattamento del videogioco, Blackman è al lavoro anche su un'altra serie, intitolata Orbital. Ecco cosa ha detto lo showrunner riguardo i due progetti:

Horizon Zero Dawn e Orbital sono progetti elevanti, caratterizzati da paesaggi e personaggi che i fan amano e con cui si relazioneranno, che saranno il punto principale con cui Irish Cowboy productions si focalizzerà. Siamo entusiasti di lavorare con Netflix e tutti i nostri partner per realizzare queste storie innovative.

Orbital è una serie thriller ambientata sulla Stazione spaziale internazionale che prende spunto dal concept originale di David & Keith Lynch, che serviranno da co-creatori insieme a Steve Blackman.

Horizon Zero Dawn avrà invece un setting ancora più interessante, dato che nel videogioco originale l'umanità si è estinta quasi nella sua interezza per via di una ribellione di macchine terraformanti che hanno reso quasi del tutto inospitale il pianeta Terra. La protagonista del gioco è Aloy, che, dopo aver scoperto che le macchine che hanno ucciso i suoi antenati si sono riattivate per creare un nuovo cataclisma, proverà a fermarle e scongiurare la fine del mondo.

Al momento non si sa ancora se la serie sarà un adattamento dei due giochi finora usciti oppure narrerà le vicende che hanno portato alla quasi distruzione della Terra. E ovviamente non si ha ancora una data di uscita.

La serie di Horizon Zero Dawn avrà come produttori esecutivi, oltre Blackman, anche Michelle Lovretta e Abbey Morris, insieme ad Asad Qizilbash e Carter Swan di PlayStation Productions.

Questo non sarebbe il primo tentativo di portare su schermo il gioco targato Guerrilla Games, dato che anche un anno fa si vociferava di un possibile film che si sarebbe rifatto al primo episodio. Purtroppo, non si hanno avuto più notizie su quel progetto cinematografico.

Via Deadline

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