Poster Spartacus

Spartacus

2010
  • Genere: Drammatica
  • Stagioni: 3
  • Episodi: 33
  • Durata: 53 min
  • Creatori: Steven S. DeKnight
  • Produttori esecutivi: Sam Raimi, Robert Tapert, Steven S. DeKnight, Joshua Donen
  • Produttori: Todd Helbing, Charles Knight, Chloe Smith, Aaron Lam
Netflix
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TIMvision
Sky Go

Sinossi

Mescolando azione e pathos, la serie racconta le gesta del trace Spartaco, fatto prigioniero dai romani e divenutogladiatore, e della sua rivolta contro la Repubblica romana nel 73 a.C., illustrando come poteva essere la vita da gladiatore del trace. È una serie trasmessa su un canale privato, Starz. Conseguentemente non subisce una forte censura, e sono numerose le scene a carattere erotico/sessuale e di violenza. L'intento è di rappresentare la società romana dell'epoche delle Guerre Civili in modo vivo e intenso, senza mezze misure, ma con la violenza quotidiana del mondo dei gladiatori come quella provocata dagli intrighi delle classi più alte, che si abbandonano al contempo alla lussuria e agli agi

Stagione Corrente

La guerra dei dannati

La guerra dei dannati

25 gennaio 2013

Gaio Claudio Glabro è morto. Molti mesi sono passati da quando i romani sono stati sconfitti, e l'esercito ribelle, guidato da Spartacus e dai suoi gladiatori Crisso, Gannicus e Agron, continua ad accumulare vittorie su Roma. Con migliaia di schiavi liberati, è diventato una forza che ha cominciato a sfidare anche i potenti eserciti di Roma. Spartacus è più determinato che mai a far crollare l'intera Repubblica Romana. Dopo la morte di Ashur, Naevia e Crisso sono un tutt'uno con ritrovata forza e determinazione. E Gannicus, cercando sempre di abbracciare la vita al massimo, condivide il suo letto con Saxa, bella e pericolosa. I ribelli sono impegnati in uno scontro sanguinoso dopo l'altro e devono prepararsi per l'inevitabile: una guerra totale con Roma. Il Senato romano si rivolge al suo ricco cittadino, Marco Licinio Crasso, per gli aiuti. Un potente, politico e stratega, che rispetta il suo avversario e si rifiuta di fare gli stessi errori dei suoi predecessori. Insieme a suo figlio Tiberio e a un giovane e fortemente competitivo Giulio Cesare come alleati, Crasso è determinato a schiacciare Spartaco e la sua ribellione. È la conclusione epica di un viaggio leggendario

  • Anteprima Nemici di Roma
    S03 E01 Nemici di Roma 25 gen 2013

    Dopo la morte di Glabro, la Repubblica Romana continua a mandare i suoi generali per fermare la rivolta degli schiavi, ma ormai Spartacus è riuscito a creare un esercito in grado di competere contro le legioni romane. I generali Furio e Cossinio sfidano inutilmente i ribelli perdendo molti uomini, così si ritirano in una villa. Sapendo di non riuscire a competere con gli schiavi, mandano il senatore Metello a chiedere aiuto a Marco Licinio Crasso, il quale accetta la proposta di aiutare i due generali in difficoltà. Crasso manda dei messaggeri affinché la sua risposta arrivi, ma i ribelli riescono ad intercettare e a scovare il nascondiglio di Furio e Cossinio. Spartacus, Crisso e Gannicus sfruttando l'ombra della notte, riescono ad introfularsi nella villa e a massacrare tutti i soldati romani, i due generali si arrendono e chiedono di essere liberati, ma Spartacus compie la sua missione tagliando le loro teste.

  • Anteprima Lupi alla porta
    S03 E02 Lupi alla porta 26 gen 2013
  • Anteprima Uomini d'onore
    S03 E03 Uomini d'onore 8 feb 2013
  • Anteprima Decimazione
    S03 E04 Decimazione 15 feb 2013
  • Anteprima Fratelli di sangue
    S03 E05 Fratelli di sangue 22 feb 2013

    Cominciano ad emergere dei dissidi tra le file dei ribelli spartachisti in merito al trattamento da riservare ai prigionieri romani di Sinuessa. Crisso, dal canto suo, non condividendo l'atteggiamento clemente e passivo di Spartacus, decide di fomentare i gladiatori contro i prigionieri, uccidendone qualcuno, ma interviene prontamente Spartacus a sedare il massacro infierendo con parole sprezzanti un infuriato Crisso. Tra i due la situazione sembra essere tornata quella di un tempo, freddezza e sguardi eloquenti. Spartacus dal canto suo decide di dirigersi in Sicilia per attaccare i rifornimenti diretti all'esercito di Crasso, tentando di spossare le sue forze e allo stesso tempo di rifocillare le proprie. Gaio Giulio Cesare, infiltratosi tra le file dei ribelli, attraverso ingegno e astuzia fa in modo che, tutti coloro rimasti all'oscuro dei piani di Spartacus fossero informati, tra cui Crisso stesso. Al rientro di Spartacus la situazione pare peggiorare quando egli stesso decide di liberare i prigionieri romani, riscontrando notevole resistenza in Crisso e i suoi seguaci. Ma tutto faceva parte di un astuto piano ideato da Spartacus stesso, di cui solo Agron e Gannicus ne erano al corrente, egli infatti ha fatto sì che i prigionieri riferissero dei dissidi interni alle forze spartachiste e che l'esercito romano si avventurasse in un impudente attacco. Contemporaneamente Crasso aveva corrotto i pirati cilici i quali giungono al porto di Sinuessa con un carico alquanto speciale, un manipolo di legionari romani. Spartacus è isolato e ferito da un pugnalata alle spalle di Cesare, ma intervengono prontamente Crisso e i suoi uomini che uccidono gli ultimi nemici e permettono la fuga ai sopravvissuti.

  • Anteprima Bottino di guerra
    S03 E06 Bottino di guerra 15 mar 2013
  • Anteprima Morte ineluttabile
    S03 E07 Morte ineluttabile 22 mar 2013
  • Anteprima Strade diverse
    S03 E08 Strade diverse 29 mar 2013
  • Anteprima Morti e morituri
    S03 E09 Morti e morituri 5 apr 2013

    In una radura, un piccolo manipolo di legionari di Pompeo Magno viene attaccato e ucciso da Spartacus e i suoi. Nel frattempo, Crasso manda Naevia indietro, portando la testa di Crisso, come messaggio per Spartacus, il quale tende un tranello a Crasso, con lo scopo di rapirlo e ucciderlo. A farne le spese è però il figlio Tiberius, che insieme ad un gruppo dei suoi soldati viene fatto prigioniero, per poter essere tutti loro utilizzati nei giochi che gli schiavi ribelli hanno deciso di organizzare in onore dei compagni caduti. Durante l'ultimo scontro, però, tra Tiberius e Naevia, che vuole vendicare Crisso, Spartacus riceve un messaggio di Cesare, inviato da Crasso, il quale gli propone di scambiare il figlio con 500 schiavi fatti prigionieri durante l'ultima battaglia. A malincuore, Naevia risparmia la vita a Tiberius, ma mentre sta per essere liberato, Kore gli si scaglia addosso e lo trafigge con un pugnale, uccidendolo. Il patto sarà comunque rispettato, perché Kore offrirà sé stessa come merce di scambio. Il rapporto tra lei e Crasso, tuttavia, cambierà per sempre, perché, pur sollevato di riaverla con sé, il generale le impone di chiamarlo, da quel momento in poi, padrone. Intanto, riabbracciati i compagni liberati, Spartacus e i suoi rendono onore ai compagni caduti, e si preparano allo scontro finale

  • Anteprima La vittoria
    S03 E10 La vittoria 12 apr 2013

    Spartacus decide di prepararsi per l'ultima grande battaglia contro Roma, dividendo i ribelli in due gruppi: Uno sarebbe stato il gruppo di guerrieri che avrebbe intrapreso l'ultimo scontro contro Crasso, l'altro formato da donne, bambini e uomini non in grado di combattere che, guidato da Leta, Agron, Nasir e Sybil, avrebbe dovuto valicare le montagne per raggiungere la libertà. I ribelli iniziano ad attaccare le ville dei romani dividendosi in più gruppi e attaccando quasi in contemporanea, rivendicando ogni attacco come quello di "Spartacus". In questo modo Crasso si ritrova senza punti di riferimento, non capendo come il trace possa percorrere così tanti chilometri in così poco tempo. Una staffetta romana riesce però ad intravedere i ribelli che si riunivano in Lucania, e Crasso decide di marciare immediatamente con tutte le sue truppe verso l'ultima battaglia della ribellione. Intanto Agron, fortemente debilitato dalla crocefissione subita nei campi dei romani, non è più in grado di reggere una spada ma Nasir riesce a fabbricargli uno scudo con una spada conficcata in grado di essere retto senza problemi e da fungere sia da difesa che da attacco (lo scudo ha dipinto lo stesso serpente rosso della premonizione di Sura). In tal modo Agron rientra nelle file dei guerrieri guidati da Spartacus con Nasir al suo seguito poco prima che i due gruppi di ribelli si dividano. La notte prima della battaglia, Crasso richiede un incontro con Spartacus, accettato dal trace. I due si incontrano su di un colle e, dopo aver dimostrato entrambi rispetto per il nemico allontanando le loro rispettive guardie del corpo, iniziano una discussione sui motivi della ribellione e sui suoi esiti finali. Infine i due si riconoscono come praticamente identici e si salutano alla maniera dei gladiatori mentre Spartacus si lascia sfuggire che Tiberio è stato ucciso da una donna e non da un uomo, come Cesare e Kore avevano fatto credere a Crasso. L'imperatore corre immediatamente nella sua tenda dove ad aspettarlo ci sono Kore e Cesare e, visibilmente sotto pressione, la schiava confessa di essere stata lei ad uccidere Tiberio perché quest'ultimo l'aveva più volte posseduta con la forza. Crasso sorpreso riconosce la subdolezza del figlio e perdona Kore, baciandola. Le truppe di Crasso e quelle di Spartacus si trovano finalmente faccia a faccia sulle terre aride della Lucania. Con una serie di trabocchetti e di mosse tattiche le truppe ribelli sembrano avere la meglio: Spartacus, Agron e Nasir conducono l'attacco frontale mentre Gannicus, Naevia e Saxa sorprendono i romani attaccandoli alle spalle e sabotando le loro catapulte e balestre. La superiorità numerica dei romani inizia però a farsi sentire, e molti ribelli perdono la vita (Lugo viene colpito da una catapulta e trafitto dai soldati romani, Saxa viene trapassata da una lancia e muore tra le braccia di Gannicus mentre Naevia viene prima ferita e poi uccisa da Cesare con la stessa spada con la quale Tiberio decapitò Crixus). Spartacus intravede Crasso tra la battaglia e lo insegue fino ad un colle dove, seppur venendo ferito più volte, riesce ad uccidere tutta la scorta dell'imperatore, rimanendo faccia a faccia con lui. Crasso sembra avere la meglio (Spartacus è stanco e ferito), ma, con le immagini delle morti di Mira, di Varro e di Sura nella testa, il trace ritrova le forze, disarma Crasso e si appresta a sferrare il colpo finale, ma Crasso blocca il fendente con le mani in maniera identica a quanto aveva già fatto contro Ilarus, disarma Spartacus e gli ritorce la spada contro. L'imperatore sembra convinto d'aver vinto ma viene sorpreso dalla mossa del trace che blocca a sua volta il colpo con le sue stesse mani come appena fatto da Crasso. Spartacus sconfigge l'imperatore e lo mette in ginocchio ma proprio mentre sta per sferrare il colpo finale viene trapassato dalle lance di 3 soldati romani venuti in soccorso di Crasso. Vedendolo in punto di morte, Crasso si rammarica con Spartacus del fatto che egli fosse nato trace e non romano, altrimenti l'avrebbe preso volentieri come suo braccio destro ma Spartacus gli risponde di essere felice poiché il fato gli ha impedito una tale punizione e, osservando per l'ultima volta il laccio, ormai impregnato di sangue, donatogli da Sura, accetta la morte. Intervengono però Agron e Nasir che uccidono i soldati romani e fanno cadere Crasso dal piccolo colle, portando in salvo Spartacus. Intanto Gannicus, accerchiato dai romani e rimasto uno dei pochi ribelli ancora vivi sul campo di battaglia, viene catturato e condannato alla crocefissione. Così il primo campione di Capua saluta la morte col sorriso, ricordando l'amico Enomao e la gloria conquistata nell'arena. Si scopre inoltre che lungo la via Appia, dove i romani stanno crocefiggendo tutti i ribelli, si trova anche Kore, condannata al medesimo destino in quanto accusata da Crasso di tradimento per essersi unita ai ribelli prima della morte di Tiberio. Proprio mentre Cesare e Crasso si gustano la vittoria, arriva Pompeo che informa i due di aver appena sbaragliato l'altro gruppo di ribelli diretto alle montagne e di essersi preso in senato tutta la gloria della vittoria su Spartacus, offrendo a Cesare e Crasso la possibilità di formare un triumvirato. Nel frattempo Spartacus si risveglia ai piedi delle montagne con Agron, Nasir, Leta e Sybil intorno a lui pronti a intraprendere il cammino verso la libertà. Spartacus però, gravemente ferito, è consapevole di non poter superare le montagne in quello stato e di essere un peso per gli altri e ordina loro di abbandonarlo, ricordando che "Spartacus" non è il suo vero nome e che finalmente potrà risentire pronunciare il suo nome trace dalle labbra della moglie Sura. Così, affermando di essere felice di andarsene da quel mondo da uomo libero, il portatore di pioggia muore tra le lacrime di Agron e Leta sotto una scrosciante pioggia. Infine il gruppo di ribelli rimasto valica le montagne ed esce dalla morsa della Repubblica Romana, dopo aver seppellito Spartacus con lo scudo di Agron (quello con il serpente rosso) che per Spartacus era simbolo di sventura ma che in verità l'ha portato a reagire durante la sua esecuzione nell'arena tempo addietro, evento che ha dato il via all'ascesa di Spartacus, l'uccisore di Teocoles, destinato a scrivere una pagina importante nella storia e a compiere una grande passo per la libertà di ogni singolo individuo.

Cast

Liam McIntyre

Liam McIntyre

Spartacus
Manu Bennett

Manu Bennett

Crixus
Dustin Clare

Dustin Clare

Gannicus
Daniel Feuerriegel

Daniel Feuerriegel

Agron
Cynthia Addai-Robinson

Cynthia Addai-Robinson

Naevia
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