Disney+, la risposta ufficiale sui problemi del lancio e gli aggiornamenti imminenti

Il debutto di Disney+ è stato parzialmente rovinato da alcuni disagi riscontrati dagli utenti in fase di registrazione e accesso. La persona alla guida del neonato servizio di streaming ha spiegato cosa è successo.

Disney+ La schermata d'accesso a Disney+

Il lancio di Disney+ in negli Stati Uniti, Canada e Olanda è stato un successo, con oltre 10 milioni di iscritti in poche ore. Ma lo scorso 12 novembre, giorno scelto da The Walt Disney Company per l'esordio della sua piattaforma di streaming, non tutto è andato come previsto. Migliaia di utenti hanno infatti riscontrato seri problemi durante la fase di login che hanno di fatto impedito l'accesso al servizio nel suo primo giorno di vita. Cosa è successo?

A cercare di far chiarezza sulla situazione che ha fatto storcere il naso a molte (troppe) persone è arrivato Kevin Mayer, oggi alla guida di Disney+ e secondo alcuni l'erede di Bob Iger, attuale CEO di The Walt Disney Company. Ospite all'ultima Recode's Code Conference, Mayer ha affermato che i problemi durante l'accesso al servizio sono stati causati da errori del codice alla base dell'architettura della piattaforma (via ComicBook).

Alcuni limiti dell'architettura, relativi ad una parte della piattaforma, si sono palesati. Siamo rimasti davvero sorpresi dal numero di registrazioni, non abbiamo mai visto qualcosa del genere. Abbiamo capito qual è il problema e lo risolveremo.

Agli aggiornamenti all'architettura di Disney+ dovrebbero far seguito attesi miglioramenti dell'interfaccia utente, oggi ancora un po' acerba. Milioni di utenti, forse abituati a servizi concorrenti, sperano nell'introduzione della sezione 'Continua a guardare', che inspiegabilmente manca all'appello.

Nonostante le problematiche tecniche - fortunatamente rientrate - Disney+ si è fin da subito affermato nel mercato dello streaming, anche se negli uffici di Netflix non sembrano per nulla preoccupati. Il servizio arriverà anche in Italia il 31 marzo 2020, meglio tardi che mai!

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