Sul set di Zodiac ci furono screzi tra David Fincher e Jake Gyllenhaal: le dichiarazioni dei due in merito

David Fincher e Jake Gyllenhaal non hanno sviluppato il migliore dei rapporti sul set di Zodiac e gli strascichi di quelle tensioni sembrano perdurare a più di un decennio di distanza.

Paramount Jake Gyllenhaal in una scena di Zodiac

David Fincher e Jake Gyllenhaal hanno lavorato insieme al film Zodiac e l'esperienza non ha fatto nascere un'amicizia tra i due, anzi. A tredici anni dall'uscita in sala di quello che da molti è considerato il miglior film mai girato dal regista statunitense, pare che i due non siano ancora riusciti a superare le tensioni nate sul set. La notizia è emersa da un dettagliatissimo profilo pubblicato dal New York Times in occasione dell'arrivo del nuovo film di Fincher su Netflix. Per l'occasione il regista è stato intervistato da molte testate e come sempre le sue risposte dirette, mai abbozzate e talvolta taglienti hanno fatto notizia. Sappiamo per esempio che non ha particolarmente amato Joker e che per lui è stata una sorpresa vedersi dare il via libera da Netflix per la produzione di Mank; un film strettamente legato al suo rapporto con il padre scomparso, una pellicola che sognava di fare da anni. 

Non è mancata l'occasione di chiedere al cineasta la sua versione dei fatti su un rumor che circola da tempo a Hollywood e dintorni, ovvero sul fatto che tra lui e Jake Gyllenhall non corra buon sangue. L'attore di Lo sciacallo e I segreti di Brokeback Mountain ha interpretato il protagonista di Zodiac (2007), il thriller incentrato sulla figura dell'omonimo serial killer che terrorizzò San Francisco tra gli anni '70 e gli anni '80. Diretto da David Fincher, il film è noto per la cura maniacale con cui il regista ha curato la ricostruzione storica di quanto è noto della vicenda criminale e giudiziaria, oltre che ad essere considerato tra i thriller migliori del decennio e della sua carriera. 

Nel film Gyllenhaal interpreta Robert Graysmith, un vignettista del San Francisco Chronicle con la passione per l'enigmistica. Il film è tratto dal libro che il vero Graysmith ha scritto e che racconta della sua ossessione per il killer, oltre che al metodo con cui ha individuato tra i sospetti chi a suo dire sarebbe stato colpevole degli omicidi (che però non fu mai perseguito penalmente). All'epoca della lavorazione Gyllenhaal aveva 27 anni e - dopo i successi di critica di I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee e Jarhead di Sam Mendes - sembrava essere vicino a un concretizzare le sue interpretazioni nella stagione dei premi. 

La versione di Jake e quella di David

Qualche anno fa Jake Gyllenhaal ha rivelato al New York Times che l'esperienza di lavorare con David Fincher per lui non è stata indolore

David Fincher dipinge con le persone ed essere un colore non è semplice. 

Non è stato un attacco frontale, ma è una frase che lascia intuire difficoltà e dissapori. Fincher invece non è uno che gira intorno alle cose, per cui a domanda è andato dritto al punto. Ben consapevole della nomea leggendaria di cui "gode" nel mondo del cinema di regista senza compromessi che fa rigirare una singola scena decine e decine di volte fino a quanto non è soddisfatto, Fincher ha spiegato cosa non ha funzionato tra lui e Gyllenhaal. In una parola: le distrazioni. 

Jake Gyllenhaal era nella non invidiabile situazione di essere molto giovane e circondato da persone che si contendevano la sua attenzione, mentre era al lavoro con una persona che non ti consente di prendere nemmeno un giorno di pausa dal set. Credo che mentre si lavori tutto il resto debba rimanere ai margini della propria attenzione. 

A irritare David Fincher è stato dunque il fatto che Gyllenhaal fosse distratto, o quantomeno non sufficientemente concentrato sul progetto Zodiac secondo i suoi standard.

ParamountRobert Downey Jr. e Jake Gyllenhaal sul set di Zodiac
Jake Gyllenhaal non conserva bei ricordi del set di Zodiac

Sin da bambino era abituato a recitare ma forse non a concentrarsi su ogni minuzia - ha continuato Fincher - e all'epoca continuavano a sussurrargli all'orecchio che Jarhead sarebbe stato un successo clamoroso. Ogni fine settimana veniva portato a questo o quel festival. Quando tornava sul set era esausto

David Fincher ha qualcuno da incolpare e sono gli agenti di Gyllenhaal dell'epoca

lo continuavano a distrarre con questo copertina o quell'intervista. Logico che poi sul set non fosse sempre al massimo dal primo ciak. 

Il regista di Fight Club non sembra aver conservato risentimenti verso l'attore, anzi. A suo dire già verso la fine della lavorazione le cose tra i due si erano appianate e qualche tempo dopo Gyllenhaal si sarebbe scusato per il proprio comportamento. Non che ce ne fosse bisogno, commenta magnanimo Fincher. Sarebbe però interessante capire come la pensi oggi Gyllenhaal: interpellato dal New York Times per contribuire al profilo del regista e dire la sua, l'agente attuale dell'attore ha fatto sapere che il diretto interessato declinava gentilmente la proposta. 

  • Secondo l'attore lavorare con Fincher è duro perché "lui dipinge con le persone e non è bello essere un colore".

    Per il regista invece Gyllenhaal non aveva la giusta concentrazione durante le riprese di Zodiac, distratto dagli impegni pianificati dai suoi agenti. Era spesso stanco e poco reattivo sul set. Pare che a fine riprese l'attore si sia scusato con il regista, ma ancor oggi Jake Gyllenhaal preferisce non commentare oltre riguardo all'esperienza di lavoro con David Fincher. 

    L'intera storia è raccontata nell'approfondimento.

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