Come finisce Ai confini del male? Il finale del film e la sua spiegazione

Chi è davvero il "mostro di Velianova", il serial killer che uccide nella località lacustre dove i due carabinieri Meda e Rio sono chiamati ad indagare? Un colpo di scena dietro l'altro chiude il thriller di Vincenzo Alfieri.

Antonello&Montesi/Sky Edoardo Pesce e Massimo Popolizio in una scena del film Ai confini del male

Dopo la commedia criminale I peggiori e l'heist movie Gli uomini d'oro (ispirato a una storia vera), Vincenzo Alfieri si tuffa sul thriller con Ai confini del male, uno Sky Original prodotto da Fulvio e Federica Lucisano.

Alla base del film c'è il romanzo Il confine di Giorgio Glaviano, che ha curato anche l'adattamento con Alfieri e Fabrizio Bettelli. Ma se il libro è ambientato in Maremma tra Siena e Grosseto, Ai confini del male ha per sfondo una imprecisata località boschiva e lacustre dell'Italia centrale.

Il confine Il romanzo di Giorgio Glaviano
Il confine

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Ispirandosi ai nordic noir, alle detection degli anni Cinquanta e a thriller cinematografici e televisivi come Se7en e True Detective, Alfieri mette in scena un inquietante mistero che coinvolge una coppia inedita di investigatori anti-eroi.

Come nelle peggiori storie di cronaca nera, la provincia nasconde strani segreti che coinvolgono le famiglie per bene e i personaggi ricchi e potenti del luogo. Non mancano i colpi di scena: come il doppio finale che chiude l'intricato giallo.

La trama del film

Fabio Meda (Edoardo Pesce) è un taciturno, irascibile e manesco tenente dei Carabinieri di un paesino di provincia. Lo chiamano "cane pazzo" per i suoi comportamenti eccessivi e spesso violenti. In realtà Meda è segnato da un passato oscuro e doloroso: ha perso la moglie e il figlioletto in un incidente d'auto.

Il carabiniere è chiamato ad indagare su quello che è accaduto nel corso di un rave: la scomparsa di tre ragazzi. Una si chiama Irina (Valentina Oteri) ed è la figlia di una donna bulgara, Nevena (Chiara Bassermann). L'altra è Adele (Mihaela Dorlan), figlia di una coppia agiata e fidanzata con Luca (Luka Zunic), il figlio del capitano dei Carabinieri Giorgio Rio (Massimo Popolizio) e della dottoressa Antonella (Roberta Caronia).

Quella zona, dieci anni prima, era il territorio di caccia del "mostro di Velianova", un serial killer che rapiva, torturava e uccideva adolescenti. Un enigma irrisolto, costato fatica e ostracismo dei superiori al capitano Rio. Su quel caso aveva scritto parecchi articoli il giornalista Ludovico Treanni (Nicola Rignanese), tornato alla carica per associare la sparizione dei tre al ritorno dell'"orco".

Antonello&Montesi/SkyEdoardo Pesce in una scena del film Ai confini del male
I dubbi del tenente Meda

Pur estromesso dalla task force organizzata per investigare, Meda si mette alla ricerca del responsabile. "Ricattato" da Nevena, scopre che Irina e Luca avevano una relazione e soprattutto che spacciavano insieme: rifornivano di cocaina e pasticche il conte Tancredi Bazzini (Paolo Mazzarelli) per i suoi festini esclusivi.

Il mistero si infittisce ulteriormente quando Luca viene liberato e ritrovato in un campo. Il ragazzo è ricoverato sotto shock in ospedale. Ma di Irina e Adele non c'è alcuna traccia. Che fine hanno fatto le due? Completamente diversi tra loro, uno ossessionato dai vizi, divorato dai sensi di colpa e tormentato dai propri fantasmi, l'altro austero e rigoroso, inefficace sul lavoro e anaffettivo in famiglia, Meda e Rio uniscono le forze.

La pista da seguire è quella del mostro: da ormai dieci anni, Rio è certo che l'autore dei delitti sia Gianluca Pozzi (Marcello Prayer), un ex poliziotto che ha perso la sorella Sara per un'overdose. L'agente si sarebbe trasformato in un angelo vendicatore, pronto a sterminare spacciatori e tossici in un vortice di giustizia privata e misticismo delirante. Ma c'è davvero lui dietro quanto sta succedendo ora?

Il finale e la spiegazione

Il corpo di Adele è ritrovato nel bosco: la ragazza è morta, è stata stuprata e uccisa. I due carabinieri si convincono che Pozzi è tornato in azione, anche se il modus operandi pare diverso da quello del killer. Nell'appartamento dell'ex poliziotto, Rio trova delle fiale di Tritium, il potente sedativo che sarebbe servito per narcotizzare le vittime durante le sevizie. È una prova schiacciante, come il giubbotto di Irina, ancora scomparsa, ritrovato nell'abitazione. Pozzi non regge la pressione: corre alla finestra e si getta di sotto morendo sul colpo. Non prima di aver pronunciato un'ultima, perturbante frase: la stessa declamata da Luca a cena con i genitori e Meda.

Sono stanco di come vanno le cose rispetto a come dovrebbero andare.

Pozzi era il mostro, il caso è chiuso. Tuttavia, c'è qualcosa che non torna: il killer non violentava le sue prede. Su suggerimento di Treanni, Meda capisce tutto. Dietro la morte di Adele, il rapimento di Luca e la scomparsa di Irina, c'è il capitano Rio. Lo ha fatto per proteggere il figlio. Durante il rave, il ragazzo stava per avere un rapporto con Adele, ancora vergine, ma la ragazza si è tirata indietro. In un eccesso di foga, Luca le ha sbattuto con violenza la testa sul pavimento e l'ha uccisa. In preda al panico, ha chiamato suo padre.

Rio ha ripulito la scena del crimine (tranne il telefono) e nascosto il cadavere nel bosco, inscenato il rapimento di Luca con l'aiuto della moglie Antonella e sequestrato pure Irina, che li aveva visti mentre stavano occultando il corpo di Adele. Poi ha incastrato Pozzi e Bazzini. Erano i capri espiatori perfetti: lo sbandato e il viziato. A dieci anni esatti dall'ultimo omicidio del mostro di Velianova. La soluzione del mistero, d'altronde, era stata svelata proprio all'inizio, in voice over.

Se sogno il passato mi batte forte il cuore. Da te avrei dovuto imparare. Ma non ti ho dato il tempo. Mi dispiace di averti fatto piangere, mi dispiace se ti ho ferito. Ora so che un figlio non è paura d'amare: è paura di perdere.

Antonello&Montesi/SkyEdoardo Pesce e Massimo Popolizio in una scena del film Ai confini del male
Il faccia a faccia finale tra Meda e Rio

Quei versi erano stati scritti da Meda per suo figlio. Ma i colpi di scena non finiscono qui. Se era tutta opera di Rio, chi è davvero il mostro di Velianova? Pozzi, il poliziotto a cui aveva già rovinato la vita? Dopo il rocambolesco incidente provocato dal capitano e la violenta colluttazione con lui, il tenente assicura la famiglia Rio alla giustizia, libera Irina e la riconsegna alla madre Nevena.

Malconcio e accompagnato dalla sua fedele pitbull Luna, Meda lascia i suoi versi sulla tomba di Adele. Al cimitero incontra Treanni, il reporter ficcanaso.

SkyNicola Rignanese in una scena del film Ai confini del male
Chi è davvero il giornalista Treanni?

È lì per lasciare dei fiori alla fidanzata, morta anni prima. "L'ha ammazzata un tossico di merda", confessa a Meda che gli chiede chi era.

Il male è necessario. Il mostro ha ripulito tutto. Prima che si infettasse ogni cosa.

Meda sta per lasciare il cimitero quando Luna è attirata da qualcosa. Sulla tomba della fidanzata di Treanni, il carabiniere legge il nome sulla lapide: Sara Pozzi, la sorella del poliziotto Gianluca, sepolto lì accanto. E lasciata sulla croce in marmo, c'è una catenina con un ciondolo: la Madonna del Tridente, la stessa icona associata ai delitti del mostro. Meda ricorda le parole di Rio: "Sono sicuro che Pozzi avesse anche un complice".

Tutto lascia pensare che il vero "orco" di Velianova sia proprio Treanni, che aveva definito la cava dove venivano ritrovati i cadaveri del mostro "il mio bancomat personale". Prima che l'avvento di internet gli avesse impedito di piazzare lì reperti finti per i suoi articoli. Voglia di vendetta, di giustizia privata e di uno scoop quella che l'ha portato a imbeccare Meda sul vero colpevole quando il mistero di Luca, Adele e Irina sembrava svelato? Uscito dal cimitero, Treanni lascia quel luogo di desolazione a bordo della sua auto. Le anime dei morti sembrano svelare questa tremenda verità a Meda, con una citazione finale al Corvo di Alex Proyas: i Cure di Burn. Come cantava Robert Smith, "le ombre respirano, sussurrandomi via da te".

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