Perché il franchise de La Notte del Giudizio ha avuto tanto successo?

Autore: Carlo Lanna ,
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Dal 2013 ad 2021 sono cinque i film che compongono la saga cinematografica de La Notte del Giudizio. L’ultimo, in ordine di produzione, è in arrivo nelle sale italiane dall’8 luglio, per concludere degnamente il progetto che è stato realizzato da James DeMonaco. L'ideatore del franchise che ha diretto i primi tre film, ha lasciato un’impronta quasi indelebile nel panorama degli action-thriller.

Infatti, con la sua Notte del Giudizio, il regista ha miscelato tutti gli stilemi di un classico film d’azione con storie attuali di drammi sociali e politici. Il primo capitolo è stato quello più originale, come è giusto che sia; il secondo è riuscito a mantenere alte le aspettative; il plot del terzo ha cominciato a perdere la sua originalità ma ha regalato un finale molto interessante; il prequel è stato il capitolo più debole di tutta la saga. L’ultimo, invece, promette scintille.

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È un franchise molto convenzionale quello de La Notte del Giudizio, che ha i suoi limiti, i punti forti e i punti deboli, eppure resta un thriller di ampio respiro capace di raccontare una storia in bilico tra finzione e realtà. E ha trovato successo perché mette in scena la vicenda di una distopia ucronica.

Di cosa parla la saga cinematografica 

Dal 2010 gli Stati Uniti vivono un periodo molto difficile. Con il tasso di criminalità alle stelle, come quello della povertà e della disoccupazione, il governo è nel caos. Un crollo economico, però, fa nascere un nuovo ordine politico, chiamato i Nuovi Padri Fondatori che nel 2014 hanno instaurato un regime totalitario. Per far fronte ai problemi della nazione, l’ordine si appella al 28esimo emendamento che stabilisce l’istituzione de La Notte dello Sfogo. Una notte in cui è possibile dare libero sfogo alle proprie pulsioni, anche quelle più crude e violente. 

Una volta all’anno, ogni crimine commesso (anche l’omicidio) non viene punito secondo le norme vigenti. Per 12 ore, dalle 7 di sera fino alle 7 del mattino, ogni servizio - come la polizia, i vigili del fuoco e il pronto soccorso - viene sospeso. In questo modo la comunità può sfogare la sua aggressività repressa. L’espediente ha rimesso in sesto in paese, ma i problemi di fondo sono rimasti, creando una spaccatura all’interno del tessuto sociale. Il primo film, ambientato nel 2022, racconta i pericoli della Notte dello Sfogo della Famiglia Sandin (interpretati da Ethan Hawke e Lena Headey), complici di aver offerto ospitalità a uno sconosciuto. Questo, però, è solo l’inizio.

Un’algida e moderna distopia 

Che sia una saga originale non c’è alcun dubbio. Infatti, l’incipit de La Notte del Giudizio è forte e potente, tanto da mostrare una realtà distorta e per nulla democratica, dove vince solo la legge del più forte. Il regista e sceneggiatore, ispirandosi alle distopie letterarie e cinematografiche più cruenti, ha messo in scena un racconto di rara crudeltà, facendo leva sulle paure dell'ignoto, evidenziando soprattutto il lato oscuro dell’animo umano, soggetto corruttibile e per nulla malleabile.

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Anche negli scenari più oscuri, però, c’è una faro di speranza, e c’è chi si oppone al regime dei Padri Fondatori. Ogni capitolo della saga, infatti, c’è il classico eroe di turno che si ribella alle regole imposte dal governo, e durante la Notte dello Sfogo, cerca di mettere in salvo i più deboli.

Come James DeMonaco ha ri-scritto la nostra realtà 

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Universal Pictures
Il successo de la Notte del Giudizio

Non solo è una distopia che non lascia scampo. Il franchise delinea – con tutte le attenuanti del genere – anche un futuro ucronico in cui la politica e tutte le istituzioni che combattano per l’ordine pubblico, sono state rase al suolo in favore di un potere forte che pensa solo a sottomettere i più forti e a reprimere chi cerca di opporsi al regime.

L’ucronia, infatti, è un genere che si sposa alla perfezione con la distopia. Molto celebre nella narrativa di fantascienza degli anni ’50, si basa sulla premessa che la storia del nostro mondo abbia seguito un percorso alternativo, rispetto a quello che stiamo vivendo. Per questo James DeMonaco ri-scrive la storia moderna, idealizzando un nuovo assetto politico e sociale che, dall’estero, è florido e bello ma in realtà è più oscuro della notte.

Un franchise di successo

I riconoscimenti arrivano subito. La critica si spacca, premiando il primo capitolo con ottime recensioni ma criticando le scelte dei successivi film. Il pubblico però parla chiaro.

Piace la miscela di intrattenimento di cuore e di pancia, rivolto a chi è in cerca di un film coinvolgente e con una buona dose di scene splatter, ma colpisce soprattutto perché racconta una storia simil-realistica che fa leva su tutte le insicurezze e le criticità della società contemporanea.

Per ritmo e caratterizzazione dei personaggi ricorda una di quelle pellicole degli anni '90 in cui l'azione e il brivido erano le sue qualità più particolari, ma il franchise prende le distanze da quella cinematografia, focalizzando l'attenzione sui disagi e i dilemmi politici causati dai nuovi assetti istituzioni, aprendo un lungo discorso su cosa sia giusto o sbagliato quando si parla di diritti e doveri. 

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La parentesi televisiva

Dal cinema, il franchise si trasferisce per un breve periodo anche in tv. The Purge è il titolo di una serie che è ispirata alle vicende del film. Ambienta tra Anarchia e Election Day, anche l’adattamento televisivo racconta storie ambientate durante la Notte dello Sfogo, non aggiungendo però nulla di nuovo a quello che è stato visto sul grande schermo.

Due le stagioni prodotte tra il 2018 e il 2019. In onda in America su Usa Network, i venti episodi prodotti sono disponibili anche su Amazon Prime Video. Dietro il progetto c’era lo stesso DeMonaco che ha portato al cinema il primo film.

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