Akira: il live-action di Taika Waititi è stato cancellato? Quello che sappiamo

Un'indiscrezione del sito Screen Rant e un tweet del reporter Borys Kit confermerebbero che la "maledizione" del remake hollywoodiano del capolavoro animato di Katsuhiro Ōtomo continua.

Bandai Visual Una scena dell'anime Akira di Katsuhiro Ôtomo

La Neo-Tokyo del 2019, devastata dal caos della Terza guerra mondiale, resterà un sogno (o forse è meglio dire un incubo) per Taika Waititi. Il regista di Jojo Rabbit, Thor: Ragnarok e What We Do in the Shadows ha da mesi in cantiere di realizzare una versione live-action di Akira, il capolavoro del 1988 di Katsuhiro Ōtomo, pietra miliare dell'animazione giapponese e della fantascienza cyberpunk. A Hollywood se ne parla da tempo, ma nessuno è riuscito a concretizzare il rifacimento di quell'opera colossale, generata dal manga fluviale di Ōtomo (iniziato dalle pagine del precedente Domu - Sogni di bambini), costata un miliardo di yen e formata da 150mila disegni realizzati con precisione e cura maniacale da millecinquecento animatori.

Waititi sembrava la persona giusta, almeno fino alle notizie che giungono dal sito Screen Rant: il live-action di Akira sarebbe stato cancellato da Warner Bros. O comunque posticipato a data da destinarsi. La conferma arriva anche da Borys Kit, cronista del sito The Hollywood Reporter: Kit scrive su Twitter che The Flash (il film di Andy Muschietti sul supereroe più veloce del mondo, interpretato da Ezra Miller) uscirà il primo luglio 2022, il tanto vociferato Matrix 4 (con il ritorno di Keanu Reeves e Carrie-Ann Moss) il 21 maggio 2021. Proprio il 21 maggio 2021 era la release date prevista all'inizio per Akira, che ora figura come "ufficialmente fuori dal calendario".

L'adattamento di Akira è un progetto "maledetto" di cui si parla da almeno 15 anni. Sin dal 2002, Warner Bros. prova a sfruttare l'acquisizione dei diritti senza successo. Messo in stand-by la prima volta dagli executive, non particolarmente soddisfatti dalla stesura della sceneggiatura, il film è passato tra le mani di tantissimi registi (George Miller, Stephen Norrington, Gary Whitta, Jaume Collet-Serra, Jordan Peele) con l'interessamento di Leonardo Di Caprio (da produttore) e la sua Appian Way. Tutti i tentativi si sono rivelati fallimentari.

Waititi, fan di Ōtomo, è stato l'ultimo in ordine di tempo a vedersi recapitata questa patata bollente. L'ha accettata nel 2017, poco prima di iniziare le riprese di Thor: Ragnarok. Ora qualcosa sembra essersi bloccato. Forse non sono piaciute allo studio le idee del regista neozelandese: Taika ha sempre dichiarato di voler dirigere un remake del manga e non dell'anime, con un cast privo di star hollywoodiane ma composto da adolescenti americani di origini asiatiche, esordienti e sconosciuti al grande pubblico.

La cancellazione era nell'aria dalla scorsa estate, quando Waititi è stato annunciato al timone di Thor: Love and Thunder, uno dei film che comporranno l'attesa Fase 4 del Marvel Cinematic Universe previsto per il 5 novembre 2021, con il ritorno di Natalie Portman nei panni di una Thor femminile. Resta da capire se, una volta chiuso questo set, il regista di origini per metà Maori e per metà russo-ebraiche riuscirà a tuffarsi nella megalopoli sorta sulle ceneri di Tokyo. 

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